Sanchez duro sulla guerra in Medio Oriente: il silenzio non è prudenza ma codardia, critiche agli Usa e all’escalation: “Non saremo complici”
“Non si tratta dello stesso scenario della guerra illegale in Iraq. Ci troviamo davanti a un disastro molto peggiore, con un impatto molto più ampio e profondo”. Così il premier spagnolo Pedro Sanchez al Congresso, intervenendo sulla posizione della Spagna nel conflitto in Medio Oriente.
«Il silenzio davanti a una guerra ingiusta non è prudenza, è codardia»
Iran potenza militare preparata da decenni
Sanchez ha ricordato che l’Iraq del 2003 causò 300mila morti e oltre 5 milioni di sfollati, ma ha sottolineato come lo scenario attuale sia ancora più grave perché l’Iran è “una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa”. Un Paese più popoloso e con un peso economico globale molto superiore, dotato di tecnologie avanzate e missili balistici capaci di colpire fino a 4mila chilometri, oltre al controllo strategico dello Stretto di Hormuz.
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No alle basi Usa in Spagna
Madrid ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi di Moron e Rota per le operazioni contro l’Iran, nonostante le pressioni e le minacce di ritorsioni commerciali da parte di Washington.
“Trump ha rifiutato l’accordo e poi ha bombardato”
Il premier ha accusato apertamente gli Stati Uniti: gli attacchi sarebbero arrivati mentre erano in corso negoziati tra Washington e Teheran. “Il presidente degli Stati Uniti aveva queste informazioni e ha rifiutato un accordo, per poi bombardare due giorni dopo, senza spiegazioni, senza preavviso agli alleati e senza copertura legale”.
Danni e vittime: numeri già altissimi
Sanchez ha parlato di oltre 3mila obiettivi colpiti, 40mila case distrutte, insieme a ospedali, scuole e infrastrutture energetiche che producono il 20% del gas mondiale. Le vittime sarebbero almeno duemila, con centinaia di migliaia di rifugiati e un impatto economico destinato a durare anni.
“Solo una persona sa cosa accadrà”
Sul futuro del conflitto, Sanchez è netto: “Nessuno sa cosa accadrà, ed è questa la tragedia: lo sa solo una persona”, riferendosi a Donald Trump. Tra gli scenari possibili, la chiusura prolungata di Hormuz e una guerra destinata a durare mesi o anni, con il rischio di “un Iraq moltiplicato”.
“Non saremo complici”
La Spagna, ha ribadito, non sosterrà “aggressioni illegali né menzogne mascherate da verità”. E ha aggiunto: “Essere alleati non significa essere ciechi gregari, ma dire la verità. E la verità è che questa guerra è un immenso errore”.
NO a la ruptura unilateral del derecho internacional.
— Pedro Sánchez (@sanchezcastejon) March 25, 2026
NO a repetir los errores del pasado.
NO a vestir de democracia lo que en realidad es codicia y cálculo político.
NO A LA GUERRA. pic.twitter.com/4Jp1zz4Lp1


















