25 Marzo 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

25 Mar, 2026

Sanchez: «Il silenzio davanti a una guerra ingiusta non è prudenza, è codardia»

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez

Sanchez duro sulla guerra in Medio Oriente: il silenzio non è prudenza ma codardia, critiche agli Usa e all’escalation: “Non saremo complici”


“Non si tratta dello stesso scenario della guerra illegale in Iraq. Ci troviamo davanti a un disastro molto peggiore, con un impatto molto più ampio e profondo”. Così il premier spagnolo Pedro Sanchez al Congresso, intervenendo sulla posizione della Spagna nel conflitto in Medio Oriente.

«Il silenzio davanti a una guerra ingiusta non è prudenza, è codardia»

Iran potenza militare preparata da decenni

Sanchez ha ricordato che l’Iraq del 2003 causò 300mila morti e oltre 5 milioni di sfollati, ma ha sottolineato come lo scenario attuale sia ancora più grave perché l’Iran è “una potenza militare che da 40 anni si prepara a una guerra come questa”. Un Paese più popoloso e con un peso economico globale molto superiore, dotato di tecnologie avanzate e missili balistici capaci di colpire fino a 4mila chilometri, oltre al controllo strategico dello Stretto di Hormuz.

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No alle basi Usa in Spagna

Madrid ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi di Moron e Rota per le operazioni contro l’Iran, nonostante le pressioni e le minacce di ritorsioni commerciali da parte di Washington.

“Trump ha rifiutato l’accordo e poi ha bombardato”

Il premier ha accusato apertamente gli Stati Uniti: gli attacchi sarebbero arrivati mentre erano in corso negoziati tra Washington e Teheran. “Il presidente degli Stati Uniti aveva queste informazioni e ha rifiutato un accordo, per poi bombardare due giorni dopo, senza spiegazioni, senza preavviso agli alleati e senza copertura legale”.

Danni e vittime: numeri già altissimi

Sanchez ha parlato di oltre 3mila obiettivi colpiti, 40mila case distrutte, insieme a ospedali, scuole e infrastrutture energetiche che producono il 20% del gas mondiale. Le vittime sarebbero almeno duemila, con centinaia di migliaia di rifugiati e un impatto economico destinato a durare anni.

“Solo una persona sa cosa accadrà”

Sul futuro del conflitto, Sanchez è netto: “Nessuno sa cosa accadrà, ed è questa la tragedia: lo sa solo una persona”, riferendosi a Donald Trump. Tra gli scenari possibili, la chiusura prolungata di Hormuz e una guerra destinata a durare mesi o anni, con il rischio di “un Iraq moltiplicato”.

“Non saremo complici”

La Spagna, ha ribadito, non sosterrà “aggressioni illegali né menzogne mascherate da verità”. E ha aggiunto: “Essere alleati non significa essere ciechi gregari, ma dire la verità. E la verità è che questa guerra è un immenso errore”.

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