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Inchiesta Milano, Sala non si dimette: trovato l’accordo con il Pd

beppe sala

Resta il nodo di San Siro. Il sindaco atteso in Consiglio comunale. L’assessore Tancredi pronto a dimissioni. Catella prepara la sua difesa


Beppe Sala non rassegnerà le dimissioni lunedì 21 luglio. Salvo colpi di scena. Ma dopo giorni di pressioni e trattative, il sindaco di Milano ha ottenuto il sostegno del Partito democratico per portare a termine il mandato fino al 2027, nonostante l’indagine in cui è coinvolto nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione urbanistica.

L’accordo è arrivato domenica pomeriggio, al termine di un incontro con la segretaria regionale Silvia Roggiani, il segretario metropolitano Alessandro Capelli e la capogruppo Beatrice Uguccioni. Il Pd ha chiesto un deciso cambio di passo, soprattutto su urbanistica, diritto alla casa, equità sociale e accessibilità. Sala ha chiesto l’appoggio sul dossier che riguarda la vendita dello stadio di San Siro a Inter e Milan. L’operazione, inizialmente prevista entro fine luglio, potrebbe slittare a settembre per garantire una maggioranza solida in aula.

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Il quadro resta delicato, ma l’intesa politica tra Sala e il Pd consolida la giunta almeno per i prossimi mesi. Il Consiglio comunale di oggi è il primo banco di prova, in attesa di nuove mosse politiche e giudiziarie.

L’intesa tra Sala e il Pd

L’accordo prevede un impegno reciproco: da un lato, il sindaco si impegna a rinnovare l’approccio su alcune politiche chiave; dall’altro, il Pd offre sostegno politico in Consiglio. Alessandro Capelli ha confermato l’appoggio al primo cittadino, sottolineando la necessità di “aprire un confronto serrato con la città” su tutte le sfide più urgenti.

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Nel frattempo, sono ormai certe le dimissioni dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, per cui la Procura ha chiesto i domiciliari. Tecnico di fiducia di Sala, Tancredi non ha più il sostegno politico per restare al suo posto. La sua uscita sarà il primo passo verso la “svolta” chiesta dai Dem. In discussione anche la nomina di una figura terza, non politica, per guidare la transizione verso un nuovo Piano di governo del territorio e la realizzazione di 10mila alloggi su aree comunali.

Il sindaco Giuseppe Sala e la segretaria del Pd Elly Schlein durante un incontro a Palazzo Marino
Il sindaco Giuseppe Sala e la segretaria del Pd Elly Schlein durante un incontro a Palazzo Marino

Il nodo San Siro

Il futuro di San Siro resta incerto. Sala ha ribadito di non voler “tirare a campare” e chiede al Pd garanzie di unità per approvare la delibera di vendita. Ma all’interno della maggioranza almeno cinque consiglieri sono contrari all’operazione — numero che potrebbe aumentare dopo le ultime evoluzioni giudiziarie. Il rischio è che, senza l’approvazione in tempi brevi, l’operazione salti del tutto: il 10 novembre scatterà il vincolo di tutela sul secondo anello dello stadio, che ne impedirebbe la demolizione.

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La posizione del centrodestra

Sorprendentemente, è arrivato anche il sostegno del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. In un’intervista al Corriere della Sera, il governatore leghista ha espresso “vicinanza e sostegno” a Sala, criticando la fuga di notizie dagli atti d’indagine e definendo l’inchiesta basata su “una teoria ancora da dimostrare”. Fontana ha messo in guardia dal rischio che l’attuale clima nuoccia all’intero sistema Milano.

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