Dopo le proteste, cancellato l’evento in programma il 27 luglio del direttore d’orchestra russo vicino al Cremlino: ecco cosa è successo
CASERTA – Troppe polemiche, prese di posizione: alla fine non si farà il concerto di Valerij Gergiev. Il direttore d’orchestra, vicinissimo a Putin, è stato nominato direttore del teatro Bolshoi a fine 2023, dopo che il suo predecessore aveva criticato la guerra in Ucraina.
La Direzione della Reggia di Caserta ha disposto l’annullamento della sua esibizione, prevista nell’ambito della rassegna “Un’Estate da Re” per domenica prossima 27 luglio, nel cortile del Complesso vanvitelliano. La presenza del direttore d’orchestra russo, criticato per le sue posizioni pro-invasione, aveva suscitato forti polemiche e si temeva per possibili manifestazioni di protesta organizzate da associazioni ucraine per domenica sera.
Una mobilitazione promossa da Europa Radicale, Pina Picierno, dalle comunità ucraine e dai dissidenti russi che nel corso di questi giorni ha visto crescere adesioni e pullman che volevano raggiungere la Reggia di Caserta per una doppia protesta fuori e dentro il palazzo.

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Nei giorni scorsi era stata indirizzata agli organizzatori e alla Regione Campania una lettera di protesta di alcuni premi Nobel. Tra i firmatari illustri , che chiede anche l’istituzione di un’inchiesta sull’utilizzo di fondi pubblici per eventi legati alla propaganda russa nel territorio dell’Unione Europea e la promozione di un fondo culturale dedicato agli artisti che si oppongono al regime putiniano, figurano Oleksandra Matviichuk (direttrice del Centro per le Libertà Civili di Kiev, Premio Nobel per la pace 2022), Oleg Orlov, Svetlana Gannushkina e Irina Scerbakova di Memorial (Premio Nobel per la pace 2022), gli scrittori Herta Müller (Premio Nobel per la letteratura 2009), Jonathan Littell (Prix Goncourt 2006) e Mikhail Shishkin (Russian Booker Prize 2000), il coreografo AlexeiJ Ratmansky (New York City Ballet, Dutch National Ballet), la storica Anna Foa (Premio Strega saggistica 2025) e la vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.
Una petizione online ha raggiunto 16mila firme. Sulla vicenda era intervenuto anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sottolineando che “l’arte è libera e non può essere censurata”, ma “la propaganda però, anche se fatta con talento, è un’altra cosa: a suo giudizio con il concerto di Gergiev il rischio sarebbe stato di “far passare un messaggio sbagliato”. De Luca, sottolineando la volontà di confermare il concerto nonostante gli appelli internazionali, aveva definito “sconcertante” la vicenda chiedendosi dove fosse “il limite tra libertà d’espressione della propria opinione e la propaganda”.