Hunter Hess chiude decimo nell’halfpipe olimpico dopo due settimane segnate dalle polemiche con Donald Trump, che lo aveva definito “un vero perdente”. «Le Olimpiadi più dure della mia vita»
Hunter Hess ha trasformato l’attacco in un gesto ironico. Dopo essere stato definito “a real loser” dal presidente Donald Trump, il freeskier americano si è presentato in gara formando con le mani una “L”, la lettera di “loser”, e cambiando perfino la biografia su Instagram: “A real loser”. Un vero perdente.
Ma dietro l’ironia, ha raccontato, ci sono state «probabilmente le due settimane più dure della mia vita».
Le parole di Trump e la bufera
L’8 febbraio Trump aveva criticato pubblicamente Hess sui social, dicendo che sarebbe stato “molto difficile tifare per qualcuno come lui” dopo che l’atleta aveva ammesso in conferenza stampa che rappresentare gli Stati Uniti ai Giochi di Milano-Cortina gli suscitava “emozioni contrastanti” e che era “un po’ difficile”.
Le dichiarazioni presidenziali hanno scatenato una valanga di critiche e attacchi online contro il 27enne di Bend, Oregon.
«Non ero mai stato esposto a un livello simile di critiche», ha detto Hess a Livigno, dove ha dominato le qualificazioni nel freeski halfpipe conquistando agevolmente la finale.
Il sostegno del Team USA
A fare la differenza, ha spiegato, sono stati i messaggi di sostegno ricevuti da compagni di squadra, amici e familiari.
«Team USA mi ha aiutato a rimettermi in piedi», ha raccontato. Anche atleti come Chloe Kim ed Eileen Gu hanno espresso solidarietà, ricordando come lo sport debba unire e non dividere.
Nick Goepper, quattro volte olimpionico, ha parlato di «grande amore e supporto» nei confronti di Hess, sottolineando quanto sia raro per un atleta degli sport freestyle finire al centro di uno scontro politico nazionale.
Prestazione e orgoglio
In pista, Hess ha risposto con i fatti: 82.75 nel primo run, migliorato a 85.00 nel secondo, quinto posto su 25 qualificati. Tutti e quattro gli americani sono entrati nei primi sei. «Indosso questa bandiera con orgoglio», ha dichiarato. «Sono onorato di rappresentare il mio Paese».
In gara nonostante gli infortuni
La prestazione è stata ancora più significativa considerando le condizioni fisiche. Nei giorni precedenti Hess aveva subito una brutta caduta in allenamento: ematoma all’anca destra con drenaggio, contusione ossea alla spalla, possibile frattura alla mano e dolore persistente al ginocchio. Nonostante tutto, è riuscito a concentrarsi sulla gara. Il decimo posto non cancella la prova tecnica né il contesto in cui è maturato. Per Hess queste Olimpiadi resteranno segnate non solo dagli errori in pista, ma da un confronto pubblico che ha travalicato lo sport.
«Questo sport è la mia ancora di salvezza». Hess ha scelto di rispondere alle urla con il silenzio della neve.


















