17 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

16 Feb, 2026

Bondi Beach, il killer Naveed Akram per la prima volta davanti al tribunale

Naveed Akram

Bondi Beach, il killer Naveed Akram compare per la prima volta davanti al tribunale di Sydney. Deve rispondere di 59 accuse, tra cui 15 omicidi e terrorismo. Prossima udienza ad aprile


Per la prima volta Naveed Akram, lo stragista della sparatoria avvenuta il 14 dicembre a Bondi Beach, una tra le più famose spiagge australiane, è comparso davanti a un tribunale di Sydney. Il 24enne ha partecipato all’udienza in videocollegamento dal carcere di massima sicurezza di Goulburn, dove è detenuto.

Naveed Akram deve rispondere di 59 capi d’accusa, tra cui 15 omicidi e un’accusa di atto terroristico per l’attacco compiuto durante l’evento ebraico Chanukah by the Sea che si stava svolgendo ad Archer Park.

L’udienza e le ordinanze di segretezza

L’udienza, presieduta dal vice capo magistrato Sharon Freund, è stata la prima volta in cui Akram è stato visto e ascoltato pubblicamente dopo l’arresto. Tuta verde da detenuto, seduto con le mani in grembo davanti a un tavolo, ha parlato una sola volta, rispondendo “Sì” alla domanda del magistrato se avesse compreso la discussione relativa alla proroga delle ordinanze di soppressione. Le misure, emesse poco prima di Natale, tutelano l’identità di decine di sopravvissuti alla strage, pur consentendo loro di rivelarsi pubblicamente se lo vogliano.

La strage del 14 dicembre

L’attacco è avvenuto il 14 dicembre durante una manifestazione della comunità ebraica a Bondi Beach, nella zona di Archer Park. Padre e figlio hanno ucciso quindici persone e ferito decine di partecipanti alla festa ebraica.

Secondo quanto riportato nei documenti giudiziari resi pubblici a dicembre, Naveed Akram e suo padre Sajid Akram avrebbero effettuato addestramento con armi da fuoco nel Nuovo Galles del Sud nell’ottobre precedente. Un video li mostrerebbe mentre sparano con fucili a pompa muovendosi in modo tattico. Un altro filmato, trovato sul telefono del 24enne, li ritrae davanti a una bandiera riconducibile allo Stato Islamico, armati.

Sempre secondo l’accusa, una volta giunti nei pressi di Archer Park, hanno lanciato diversi ordigni esplosivi improvvisati verso la folla, che però non sono detonati. La polizia ha ucciso il padre mentre tentava di fuggire. Un passante eroe gli si è scagliato contro, disarmandolo.

La difesa

All’esterno del tribunale, l’avvocato difensore Ben Archbold ha dichiarato che è troppo presto per indicare quale sarà la linea difensiva del suo assistito e di non aver ancora ricevuto il fascicolo completo delle prove. Akram è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Goulburn. Il caso tornerà in tribunale ad aprile.

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