4 Febbraio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

4 Feb, 2026

Rischio frane in Sicilia, Musumeci: «Nove comuni su dieci a rischio»

Precipitata l'auto simbolo della frana di Niscemi

Rischio frane in Sicilia, l’allarme del ministro Nello Musumeci: nove comuni su dieci presentano aree ad alto rischio secondo i dati Ispra


Il rischio frane in Sicilia non è un’emergenza occasionale ma una condizione strutturale. Lo ha affermato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, nel corso dell’informativa al Senato sul maltempo che ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Citando i dati Ispra aggiornati al 2024, Musumeci ha spiegato che circa nove comuni su dieci nell’isola presentano aree ad alto rischio frane.

La situazione, ha sottolineato il ministro, non riguarda solo la Sicilia. Secondo gli scienziati, oltre il 94% dei comuni italiani si trova in territori esposti a rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera. Un quadro che evidenzia una fragilità radicata nel tempo, non solo legata agli eventi meteorologici estremi più recenti.

Le polemiche e la risposta del ministro

Musumeci ha respinto le accuse di inefficienza rivolte al governo e alla Protezione civile, parlando di una campagna mediatica che ha superato la normale dialettica politica. In particolare, ha denunciato giudizi frettolosi e tentativi di individuare un capro espiatorio. Ha citato la frana di Niscemi parlando di “atti di sciacallaggio”, mascherati da formalità istituzionali.

“Non farò da capro espiatorio”

Il ministro ha chiarito di non voler individuare personalmente i responsabili, rimandando il compito ad altre istituzioni. Ha però precisato di non essere disposto a fare da copertura a chi, dopo il 1997, aveva il dovere istituzionale di intervenire per mettere in sicurezza i territori e non lo ha fatto.

“Non è compito mio cercare i responsabili. Ci penseranno altre istituzioni ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire per mettere in sicurezza quel territorio e non lo ha fatto”. 

Interventi previsti

Secondo Musumeci, il governo Meloni integrerà nei prossimi giorni le risorse destinate alle tre regioni colpite dal maltempo. Si tratterà di un provvedimento interministeriale, con finanziamenti separati rispetto a quelli per l’emergenza nazionale. Le prime risorse già erogate consentiranno ai commissari delegati di avviare gli incarichi per i progetti di ricostruzione: alcune opere potrebbero essere completate in pochi mesi, altre richiederanno tempi più lunghi.

Schlein: Meloni abbandona il Sud

Dura la replica della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, che ha accusato il governo di ritardi e di aver abbandonato il Sud. Schlein ha parlato di sindaci lasciati soli e di risorse insufficienti, sottolineando che a fronte di danni stimati in 2,5 miliardi di euro, i 100 milioni stanziati non rappresenterebbero una risposta adeguata.

“Di fronte a danni di 2,5 miliardi di danni, 100 milioni non sono una cifra all’altezza, neanche un principio. Il governo è arrivato tardi mentre frane e allagamenti mettevano in ginocchio i territori, si sono persi giorni preziosi”. “Giorgia Meloni ha abbandonato il Sud, con tagli, ritardi e definanziamenti”.

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