29 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Gen, 2026

Guardie iraniane nella lista dei terroristi, Europa verso il sì

Guardie iraniane

L’Europa verso il sì all’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista dei terroristi dopo la repressione delle proteste e le nuove sanzioni


L’Unione europea si avvicina a inserire le Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista delle organizzazioni terroristiche. È quanto emerge alla vigilia della riunione dei ministri degli Esteri Ue a Bruxelles, dopo la violenta repressione delle proteste di massa in Iran.

A confermare la linea è stata l’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. «Se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista», ha dichiarato ai giornalisti prima dell’inizio del Consiglio Affari Esteri.

La posizione della Francia

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha sottolineato che «la repressione che si è abbattuta sulla rivolta pacifica del popolo iraniano non può restare senza risposta». Parigi ha annunciato il sostegno all’inserimento del Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica nella lista europea dei terroristi, accompagnando la decisione con nuove sanzioni contro i responsabili delle violenze.

Spagna e Belgio spingono per il sì

Anche la Spagna si dice pronta ad andare avanti. Il ministro degli Esteri José Manuel Albares ha condannato «la repressione senza senso del popolo iraniano», affermando che Madrid è pronta a sostenere qualsiasi misura contro il regime, incluse quelle che riguardano le Guardie Rivoluzionarie.

Sulla stessa linea il Belgio. Il ministro degli Esteri Maxime Prévot ha ricordato che l’inserimento delle Guardie iraniane nella lista dei gruppi terroristici Ue era già previsto dall’accordo di coalizione del governo belga. «Continuiamo a sostenere questa posizione insieme ad altri alleati europei, soprattutto alla luce delle atrocità osservate nelle ultime settimane», ha detto.

Resistenze tra alcuni Stati membri

Secondo Prévot, alcuni Stati membri restano ancora cauti. «Spero che si possa raggiungere un risultato entro la fine della giornata. Molti Paesi, grandi e piccoli, stanno spingendo per il sì: se non oggi, presto», ha aggiunto.

Russia nel mirino Ue per il riciclaggio

A margine della riunione, Kallas ha affrontato anche il dossier russo, annunciando che l’Ue inserirà la Russia nella lista nera del riciclaggio di denaro. «Mosca utilizza questi strumenti per finanziare la guerra», ha detto, commentando anche i colloqui in corso ad Abu Dhabi, definiti «non seriamente orientati alla pace».

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