29 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

29 Gen, 2026

Ice, quando l’attivismo civico diventa l’ultima linea di difesa

Dalle retate dell’Ice alle reti di osservatori di quartiere: mentre l’amministrazione Trump accentua la torsione autoritaria, una parte della società americana riscopre l’attivismo civico come strumento di tutela delle libertà fondamentali


‘America diventa un’autocrazia? Molti lo temono dopo i soprusi perpetrati dall’Ice in Minnesota, annuncio della torsione autoritaria dell’amministrazione Trump. Ma se oggi conosciamo perfettamente la dinamica dei brutali assassinii di Reneé Good e di Alex Pretti lo dobbiamo ai video di cittadini comuni impegnati a monitorare l’azione degli agenti federali sulla base di un costume tipico della democrazia americana: l’attivismo civico a difesa dei diritti, esercitato attraverso una pluralità di azioni volte alla tutela dell’interesse della comunità, prima tra tutte il monitoraggio.

La repressione dell’immigrazione e la risposta delle comunità

Così la repressione dell’immigrazione da parte dell’amministrazione Trump in città democratiche come Los Angeles, poi Chicago e infine Minneapolis ha scatenato una reazione a tutela delle libertà contro gli abusi del potere di polizia: i vicini armati di fischietti e telecamere osservano gli agenti dell’Ice, gridano loro di andarsene, seguono i loro movimenti e avvertono le persone prima del loro arrivo. Reneé Nicole Good «era una vicina compassionevole che cercava di fare da “osservatore legale” per conto dei suoi vicini immigrati», ha spiegato il Procuratore Generale del Minnesota Keith Ellison.

Reti di quartiere e sorveglianza dal basso

Minneapolis oggi pullula di pattuglie di quartiere, volontari di pronto intervento locali e centinaia di reti informali di messaggi di quartiere, parte di una cultura dell’attivismo civico che incoraggia i residenti a diventare “osservatori” che documentano le interazioni con le forze dell’ordine, si precipitano sui luoghi degli eventi, avvertono le famiglie di immigrati innocenti prima che l’Ice possa compiere retate illegali e ingiustificate. Alcuni osservatori sono organizzati in modo più formale, mentre altri si attivano al volo.

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Defend the 612 e l’attivismo quotidiano

«Volevo sapere se qualcuno in coda per prendere del cibo sarebbe stato minacciato o preso di mira. Oggi ci sono momenti in cui il mio telefono squilla continuamente… Direi più di cento squilli al giorno», ha raccontato al Wall Street Journal Steve Brandt, un giornalista in pensione di 74 anni di Minneapolis, iscritto con la moglie a una rete chiamata Defend the 612 (numero del prefisso locale) per ricevere avvisi via sms sulle azioni dell’Ice nel suo quartiere. Il messaggio del gruppo è di essere “difensori”, “di documentare, denunciare e mettere in guardia la gente” e di ricordare alle vittime dell’Ice che sono titolari di diritti.

Gli osservatori legali e la tutela del Primo Emendamento

Negli Stati Uniti, il fenomeno dell’impegno civico di strada si è intensificato dopo le proteste “No Kings” del 2025-2026 contro gli eccessi autoritari del presidente Donald Trump. I “legal observers” (osservatori legali) in America sono perlopiù volontari formati e neutrali – talvolta studenti di giurisprudenza o operatori legali affiliati a organizzazioni come la National Lawyers Guild – che monitorano le interazioni tra polizia e manifestanti per proteggere i diritti sanciti dal Primo Emendamento: libertà religiosa, libertà di opinione e di stampa, libertà di riunione e di petizione.

Documentare, denunciare, difendere

Documentano le azioni delle forze dell’ordine utilizzando appunti, foto e video per fornire prove per potenziali difese legali contro condotte illecite. Sui siti delle associazioni civiche di tutela dei diritti come il Civil Liberties Defense Center è possibile perfino trovare manuali di azione e istruzioni per l’uso. Ma l’attivismo civico è uno strumento abituale di partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche più diverse: basti pensare al monitoraggio dei servizi pubblici, dei servizi sanitari o dei processi elettorali.

Da Tocqueville all’America di oggi

Del resto già nell’800 ne La democrazia in America, Alexis de Tocqueville vide nell’associazionismo il fulcro della democrazia americana, contrapposto all’individualismo e agli abusi dei poteri statali. L’attivismo civico realizzato attraverso le associazioni è pertanto il pilastro della tutela della libertà: protegge le minoranze, impedisce la “tirannia della maggioranza”, preserva il pluralismo.

Un costume fondamentale che potrebbe salvare l’America, patria delle libertà, dalla deriva autocratica in cui vorrebbe trascinarla Donald Trump.

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