A Niscemi la collina continua a crollare: oltre 1.500 sfollati. Meloni sorvola in elicottero la zona. Schlein chiede di usare i fondi del Ponte per sostenere le aree colpite dal maltempo. IL VIDEO
Si aggrava di ora in ora la situazione a Niscemi. La frana, con un fronte di circa quattro chilometri, non si arresta. Oltre 1.500 persone hanno abbandonato le proprie case. «L’intera collina sta crollando sulla piana di Gela». L’allarme arriva dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano, dopo un primo sopralluogo effettuato insieme alla componente scientifica del centro di competenza. Le verifiche, spiega, mettono in evidenza anche fenomeni non immediatamente visibili.
In città molti rivivono l’incubo di 29 anni fa. Nel 1997 una frana colpì le stesse aree – Sante Croci, Pirillo e Canalicchio – causando centinaia di sfollati e demolizioni, tra cui la chiesa settecentesca di Sante Croci. Allora si parlò di dissesto noto e di degrado amministrativo in una zona sottoposta a vincolo geologico.
Meloni sopralluogo in elicottero
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha effettuato un sopralluogo nelle aree della Sicilia colpite dal maltempo. La premier è arrivata in aereo a Catania e ha poi sorvolato in elicottero le zone più colpite, accompagnata dal capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile Fabio Ciciliano.
Dopo il sorvolo, Meloni ha raggiunto il Municipio di Niscemi, dove ha incontrato il sindaco Massimiliano Conti e il presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. In Comune erano presenti anche il prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina e il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. La riunione con il capo della Protezione civile, il sindaco e il prefetto è durata circa un’ora.
«Quanto accaduto con la frana del 1997 non si ripeterà». È la rassicurazione di Meloni che ha assicurato: il governo agirà «in maniera celere». Non appena l’esecutivo disporrà di una fotografia completa dei danni e delle conseguenze della frana saranno adottati provvedimenti immediati. La premier ha inoltre anticipato che tornerà a Niscemi.
Il governo sta lavorando alla definizione di un decreto legge per l’assegnazione delle risorse alle regioni colpite dal maltempo e per le quali è stato dichiarato lo stato di emergenza. I 100 milioni già stanziati rappresentano solo una prima risposta.
Schifani: «Un paese che rischia di crollare»
A fare il punto è stato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, intervenuto a SkyTg24. «Mi è stato prospettato un quadro dal quale emerge che l’entità dei danni segnalati dagli enti pubblici per il ciclone Harry, ancora da verificare, ammonta a circa due miliardi di euro. È una situazione che si evolve giorno dopo giorno con maggiore gravità». «A Niscemi – ha aggiunto Schifani – ho visto di persona una situazione senza precedenti: un paese che rischia di crollare davanti a un vuoto enorme. Non è il tempo delle polemiche, ma di rimboccarsi le maniche».
Molti non avranno più la casa
Molti degli sfollati non potranno rientrare nelle loro case. «Bisognerà definire un piano di delocalizzazione definitiva», chiarisce Ciciliano, spiegando che è in corso un censimento delle persone che dovranno essere sostenute. Al momento la zona rossa resta interdetta anche a vigili del fuoco e polizia municipale: prima di qualsiasi intervento occorrerà attendere la fine del deflusso dell’acqua. Per questo, al momento, non è possibile una stima dei danni.
Schlein a Niscemi: «Un miliardo del Ponte per il maltempo»
A Niscemi è arrivata anche la segretaria del Pd Elly Schlein, accompagnata dal vicesegretario Peppe Provenzano. «Abbiamo chiesto di dirottare un miliardo di euro destinato a infrastrutture inutili come il ponte sullo Stretto per sostenere le aree colpite dal maltempo», ha dichiarato.
Verifiche su possibili abusi
Quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno, sarà avviato un approfondimento sugli edifici coinvolti, anche per verificare eventuali abusi edilizi.
«Molti immobili – sostiene il vicesindaco Pietro Stimolo – sono stati realizzati prima del 1977, quando non era in vigore il regime delle concessioni».
La protesta degli sfollati e gli aiuti
Agli sfollati, alcuni dei quali hanno protestato davanti al municipio, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani assicura un piano di ricollocazione in alloggi nuovi o già esistenti per chi non potrà rientrare. È inoltre in fase di attivazione il contributo di autonoma sistemazione: 400 euro a nucleo familiare, più 100 euro per ogni componente fino a un massimo di 900 euro mensili. Il governatore ha annunciato che la Regione lavorerà a un piano urbanistico di ricostruzione parziale, con la delocalizzazione delle aree più esposte al rischio.
«Studieremo una ricostruzione lontana dalla frana. Le risorse le individueremo, c’è tutta la volontà di farlo»
Coldiretti: «Agricoltori in grave difficoltà»
Coldiretti lancia l’allarme sulle condizioni degli agricoltori, costretti a percorsi alternativi lunghi anche 60–70 chilometri per raggiungere le aziende, con un forte aumento dei costi. L’organizzazione ha offerto mezzi e supporto logistico al Comune per fronteggiare l’emergenza.



















