29 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

27 Gen, 2026

Crans-Montana, inchiesta congiunta Svizzera-Italia. L’audio di Moretti

Le stecche da biliardo sostengono i pannelli fonoassorbente al Constellation

L’audio di Moretti sulla schiuma del soffitto del Constellation di Crans-Montana è agli atti dell’inchiesta sull’incendio: «Avevo visto che comunque bruciava. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito»


Il Ministero pubblico del Cantone del Vallese ha comunicato all’Ufficio federale di giustizia svizzero, autorità centrale per l’assistenza giudiziaria internazionale, che entro la fine della settimana darà seguito alla richiesta italiana di cooperazione sull’inchiesta per la strage di Crans-Montana. Secondo quanto riferito dall’Ufg, le autorità di perseguimento penale dei due Paesi potranno costituire squadre investigative comuni, una possibilità prevista dall’articolo 20 del secondo protocollo aggiuntivo della Convenzione europea di assistenza giudiziaria.

Berna: «Chiarezza e responsabilità»

Il Dipartimento federale degli Affari esteri svizzero ha dichiarato di aver preso atto della richiesta italiana di una stretta collaborazione giudiziaria. «Svizzera e Italia perseguono lo stesso obiettivo – si legge –: chiarire con rapidità, trasparenza e in modo esaustivo le circostanze che hanno portato alla morte di 40 giovani provenienti da numerosi Paesi e individuare le responsabilità».

Il Dipartimento degli Affari esteri ha inoltre ribadito che la competenza sull’inchiesta resta della giustizia vallesana e non della politica, richiamando il principio della separazione dei poteri.

Il sindaco Féraud: «Sento il peso»

Il sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud, in un’intervista all’agenzia Keystone-ATS, ha ammesso: «Sono colpevole agli occhi di molta gente. Il pubblico ministero stabilirà le responsabilità di ognuno, inclusa la mia, e la affronterò. Umanamente sento il peso della responsabilità». Féraud ha raccontato di aver ricevuto minacce di morte dopo il rogo di Capodanno al Constellation e ha spiegato che anche molti dipendenti comunali sono rimasti traumatizzati. Ha inoltre espresso rammarico per non aver chiesto scusa a nome del Comune durante la conferenza stampa del 6 gennaio: «Ho sbagliato a privilegiare la prudenza invece delle scuse e delle emozioni».

Spunta l’audio di Moretti sulla schiuma del soffitto

«Sì Gaétan, prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco. Fammi sapere se va bene. Dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle».

Spunta un messaggio audio di Jacques Moretti, proprietario del Constellation e inviato al collaboratore impegnato nei lavori, sul rivestimento fonoassorbente che si staccava dal soffitto del locale.

La schiuma del messaggio è la stessa che ha preso fuoco nella notte di Capodanno, causando la morte di 40 persone e il ferimento di altri 116 giovani. Dopo aver ricevuto messaggi e video da parte di Gaëtan, Moretti risponde. Gli altri due messaggi vocali sono agli atti dell’indagine della procura di Sion.

«Ok, allora ne rimetteremo, grazie» e «Sì, sembra niente male, togli pure le altre per favore».

I video con le stecche da biliardo

A conferma del deterioramento del materiale ci sono anche due video raccolti dall’avvocato Romain Jordan, legale di molte famiglie delle vittime, e consegnati agli inquirenti. Le immagini mostrano il tentativo di far aderire i pannelli al soffitto sostenendoli con delle stecche da biliardo.

Il test artigianale sulla schiuma

Lo stesso Moretti ha riferito agli inquirenti di aver testato il materiale tentando di dargli fuoco:

«Avevo visto che comunque bruciava. Ho preso un cannello per vedere l’effetto sulla schiuma: l’ha trapassata tutta. L’unica cosa che mi ha dato fastidio è stato il fumo che mi ha stordito, per il resto nulla mi ha scioccato».

ll Comune di Crans-Montana e il capo dei vigili del fuoco, senza sollevare osservazioni, avevano effettuato controlli di sicurezza al locale nel 2018 e nel 2019.

L’ipotesi di pressioni sui dipendenti

Un’ulteriore ombra sull’inchiesta arriva da una lettera dell’avvocata Nina Fournier alla procura generale di Sion, in cui si segnala una presunta riunione dei dipendenti dei locali della famiglia Moretti una settimana dopo il rogo. Secondo la legale, l’incontro avrebbe potuto influenzare le deposizioni. Interrogata sul punto, Jessica Moretti ha negato: «Non abbiamo riunito assolutamente nessuno. I dipendenti si sono riuniti tra loro».

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