La Ferrari SF-26 passa e romba sul ponte di Fiorano: il rosso, Hamilton, la memoria di Lauda e Schumacher e l’attesa di un nuovo inizio per Maranello
Sul ponte di Fiorano, che fa rima con quello di Bassano dove “noi ci darem la mano ed un bacin d’amor”, la passione rossa esplode ogni volta che c’è da veder passare la Rossa. Non ancheggia come Rita Hayworth o Jessica Rabbit: romba. Che andrà veloce è certo; se più o meno delle altre è da vedere. All’alba il ponte con vista pista era già affollato: quelli che hanno preso i posti migliori hanno anche visto lei passare, altri l’hanno solo sentita. Lei, la Ferrari SF-26.
Il rosso come destino italiano
Il rosso è passione anche sportiva: Sinner, per dire. Pare che anche Galileo e Garibaldi fossero pel di Carota. È colore di cui molto si parla in questi giorni: il “rosso Valentino”. È il pianeta Marte dove Musk vuole portarci ed andare (vai avanti tu, che a me mi viene da ridere); è il panno che fa infuriare il toro (la muleta) e che il torero sposta e fa la “veronica”: nel calcio Maradona e Zidane, rey de los matadores, la portarono a brand, quando ai bambini non s’insegnava la tattica ma la tecnica. Panatta ne fece il suo colpo di grazia nel tennis di allora, che era un altro da quello di adesso; mille papaveri rossi ricordano la Resistenza e Fabrizio De André. Perfino Orietta Berti ha cantato labbra rosse (lei Coca Cola: Ferrari non ci stava nella metrica); sul tappeto rosso passano i Vip (e i Nip). Al semaforo rosso bisognerebbe fermarsi. Rosso è il cuore, rosso è il corallo.
L’attesa del rombo
Ma basta, perché s’avvicina il rombo: passerà tra poco la rossa più celebre della storia. L’“autista” stavolta è un baronetto: sir Lewis Hamilton. Il colore della SF26 è più intenso del solito, dicono gli armocromisti e i cultori del Pantone. Ha tanto bianco. «Ricordi? – fa un ferrarista d’altri tempi che sanno di nostalgia – anche quella di Niki aveva l’abitacolo bianco».
Il mito da Lauda a Schumacher
Niki Lauda. Venne per la rinascita, e rinacque il mito di Maranello. Anni dopo ci pensò Schumacher: «Gli abbiamo preso il migliore: ora se non vincono è colpa loro» sentenziò sferzante l’Avvocato. Erano innocenti, oltre che bravi, e vinsero.
Adesso il migliore non ce l’hanno loro (Verstappen?) o forse sì (Leclerc? O il baronetto un po’ attempato?). Non vincono un Gran Premio dal 2024, il mondiale piloti dal 2007 (al manico Raikkonen, di nome Kimi: Antonelli si chiama così…), quello costruttori dal 2008, “mia bella rossa dammi l’allegria” come scrisse Enzo Jannacci e Milva, altra rossa, cantò, scuotendo i capelli alla Gilda.
Appuntamento a Melbourne
Per l’allegria c’è da aspettare almeno fino all’8 marzo, giorno del primo Gran Premio 2026 a Melbourne (a proposito: attenti a quel che mangiate laggiù, a giudicare dalle necessità di corse al bagno di tennisti e tenniste; restate alla pastasciutta, ragazzi…). Sarà da quel giorno che comincerà a vedersi chi ha meglio interpretato le nuove regole che, dicono gli esperti, rivoluzioneranno la Formula Uno e rimetteranno il pilota al centro del villaggio, come la proverbiale chiesa.
Cambiano motori, aerodinamica e interazione pilota-macchina; vetture più corte e leggere (a occhio lo è la SF26); niente ala mobile, il Drs a fin di sorpasso (era il fiato sul collo dell’inseguito, il colpo di reni dell’inseguitore); arriva l’Overtake Mode, cioè un Drs da ogni metro e non solo da rettilineo, il Boost Mode che, è la vulgata, è un comando attivato dal pilota che distribuisce l’energia accumulata dal sistema Ers, che sta per Energy Recovery System: lo si può usare in attacco o in difesa, spingi (se sei Norris o qualcun altro) un pulsante e la potenza aumenta per qualche secondo. Altri congegni in bella vista il Recharge, l’aerodinamica attiva. Ha detto il gran capo Fred Vasseur, il team principal:
«La SF26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula Uno e per la Ferrari: nuove regole per telaio, power unit, nuovi carburanti, gomme con caratteristiche differenti. Il team è più allineato che mai in questa stagione».
Purché non sia la solita stagione che il mondiale lo vinceremo l’anno prossimo…
Hamilton e la sfida vera
Ha detto Hamilton: «Il 2026 è una sfida enorme per tutti con il cambiamento regolamentare più grosso che io abbia vissuto in carriera. Tutto ruota attorno allo sviluppo, alla capacità di crescere come squadra e di farlo nella stessa direzione». Non dite che è questo che preoccupa, maligni. Ha fatto appello anche al supporto dei tifosi, come si fa nel calcio che poi dei tifosi se ne sbatte. Leclerc più o meno si è allineato, con il pilota di nuovo al centro ed i tifosi a spingere.
La scheda tecnica
In mezzo questa SF26 la cui scheda tecnica parla per lo chassis di «telaio in materiale composito a nido d’ape in fibra di carbonio con protezione halo per l’abitacolo; carrozzeria e sedile in fibra di carbonio; cambio longitudinale Ferrari a otto marce più retro; differenziale posteriore a controllo idraulico; peso complessivo con acqua, olio e pilota 770 kg». E poi altri dettagli di quelli che si possono dire (ma un’arma segreta verrà prima o poi fuori nelle maglie del regolamento, strascichi giudiziari dopo le scie in pista). C’era, con Piero Ferrari, il figlio del Drake, John Elkann, il nipote dell’Avvocato: questa non l’ha venduta. Ancora…


















