Trump: «Sono così felice di aver contribuito a salvare TikTok! Ora sarà di proprietà di un gruppo di grandi patrioti e investitori americani, i più grandi al mondo. Spero di essere ricordato da coloro che usano e amano TikTok»
TikTok ha annunciato di aver raggiunto un accordo con un gruppo di investitori non cinesi per la creazione di una nuova versione americana dell’app. Finisce così una saga legale durata sei anni. L’intesa consente alla piattaforma di evitare il bando federale approvato dal Congresso e confermato dalla Corte Suprema, che avrebbe imposto l’uscita dal mercato statunitense in assenza di una separazione da ByteDance, il gruppo cinese proprietario.
Chi controlla il nuovo TikTok Usa
Secondo quanto comunicato dall’azienda, oltre l’80% della nuova TikTok statunitense sarà controllato da investitori non cinesi. Tra questi figurano Oracle, il fondo emiratino MGX, Silver Lake e la holding personale di Michael Dell. ByteDance manterrà una quota inferiore al 20%. Alla guida della nuova società ci sarà Adam Presser, ex responsabile operativo globale di TikTok.
Il consiglio di amministrazione, come riporta il New York Times, sarà a maggioranza americana, anche se l’attuale ceo globale Shou Chew manterrà un seggio nel board.
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Sicurezza nazionale e legami con la Cina
L’accordo nasce per rispondere alle preoccupazioni di sicurezza nazionale sollevate da Washington, secondo cui Pechino potrebbe usare TikTok per attività di sorveglianza o manipolazione dell’opinione pubblica americana. «È una grande notizia per i nostri utenti negli Stati Uniti», ha scritto Chew in un memo interno, sottolineando che l’obiettivo è garantire continuità e fiducia.
Resta però un nodo centrale: ByteDance continuerà a detenere la proprietà dell’algoritmo di TikTok, che verrà concesso in licenza alla nuova versione Usa. Un aspetto che, secondo diversi critici, potrebbe non soddisfare pienamente i requisiti della legge del 2024, che imponeva la fine di ogni “relazione operativa” con la casa madre cinese.
La legge, il blackout e il ruolo di Trump
Il compromesso arriva dopo una legge federale approvata nel 2024 che fissava una scadenza precisa: separazione da ByteDance o bando totale entro l’inizio del 2025. Alla vigilia del termine, TikTok era arrivata persino a spegnere temporaneamente il servizio per 14 ore.
Donald Trump, tornato alla Casa Bianca, ha più volte rinviato l’applicazione della legge per favorire una soluzione negoziata. Dopo l’annuncio dell’accordo, il presidente ha celebrato l’esito su Truth Social definendolo «una conclusione finale e bellissima».
«Sono così felice di aver contribuito a salvare TikTok! Ora sarà di proprietà di un gruppo di grandi patrioti e investitori americani, i più grandi al mondo, e diventerà una voce importante. Insieme ad altri fattori, TikTok è stata anche responsabile dei miei ottimi risultati tra i giovani alle elezioni presidenziali del 2024».
Il post di Trump
Spero solo che, anche in un futuro lontano, io venga ricordato da coloro che usano e amano TikTok. Ringrazio il vicepresidente JD Vance e tutti gli altri membri della mia Amministrazione che hanno contribuito a portare questo accordo a una conclusione molto drammatica, definitiva e bellissima. Vorrei inoltre ringraziare il presidente della Cina, Xi, per aver collaborato con noi e, in ultima analisi, per aver approvato l’accordo. Avrebbe potuto fare una scelta diversa, ma non lo ha fatto, e la sua decisione è apprezzata.
Contenuti, algoritmo e timori di propaganda
Resta incerto quanto l’accordo cambierà concretamente l’esperienza degli utenti americani. La nuova società sarà responsabile della moderazione dei contenuti, ma la persistenza dell’algoritmo in mano a ByteDance alimenta dubbi sulla reale autonomia del TikTok Usa. Alcuni esperti avvertono che il rischio potrebbe essersi semplicemente spostato: dalla propaganda straniera a una possibile influenza politica interna, considerando anche i legami di alcuni investitori con l’attuale amministrazione americana.
L’intesa rappresenta la sintesi di tentativi falliti e soluzioni parziali, da Project Texas al consorzio attuale. Come osservano diversi analisti, dopo anni di scontro Washington e TikTok sembrano essere tornati non troppo lontani dal punto di partenza. TikTok resta negli Stati Uniti, ma il dibattito su sicurezza, controllo dei dati e influenza politica è tutt’altro che chiuso.
Cosa cambia per gli utenti
Per gli utenti americani, almeno nell’immediato, cambierà poco o nulla nell’uso quotidiano di TikTok. Non sarà necessario scaricare una nuova app: l’applicazione resterà la stessa e continuerà a funzionare normalmente per i circa 200 milioni di utenti negli Stati Uniti.
Sul piano tecnico, l’algoritmo resterà quello attuale: sarà concesso in licenza da ByteDance alla nuova società Usa e verrà “allenato” sui dati degli utenti americani. Questo significa che il flusso dei contenuti potrebbe non cambiare subito, ma anche piccoli aggiustamenti all’algoritmo potrebbero, nel tempo, modificare la qualità e il tipo di video mostrati.
La moderazione dei contenuti
La vera differenza potenziale riguarda la moderazione dei contenuti. La TikTok statunitense avrà l’ultima parola su cosa resta online e cosa viene rimosso, inclusi temi sensibili come disinformazione, hate speech o contenuti politici. Secondo alcuni esperti, il passaggio a una proprietà americana riduce il rischio di interferenze da parte di Pechino, ma apre interrogativi opposti: fino a che punto i nuovi proprietari, e il contesto politico Usa, potranno influenzare ciò che gli utenti vedono.
Per gli utenti fuori dagli Stati Uniti, invece, non cambia nulla: TikTok continuerà a operare come prima, senza effetti diretti della riorganizzazione americana.


















