23 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

22 Gen, 2026

Mercosur, l’Europa senza voce

Il rinvio sull’accordo Mercosur mette a nudo il limite strutturale dell’Unione europea: senza una politica estera comune, l’Europa resta senza voce nello scenario globale


Mercoledì 21 gennaio il Parlamento europeo ha deciso di sospendere la procedura di ratifica dell’accordo commerciale tra Ue e Mercosur, rinviando alla Corte di Giustizia dell’Unione europea la verifica della compatibilità dell’intesa con i Trattati istitutivi dell’Unione. Il voto, passato per appena dieci voti, ha suscitato forti reazioni politiche e mediatiche, soprattutto per il timore di un indebolimento dei rapporti tra Europa e America Latina in una fase di forte tensione transatlantica.

Le critiche rivolte al Parlamento europeo trascurano un punto essenziale: il rinvio non esclude la ratifica futura dell’accordo Mercosur, ma conferma il ruolo democratico del Parlamento nella politica commerciale dell’Unione. Il progressivo rafforzamento delle competenze del Pe, unico organo eletto direttamente dai cittadini, rappresenta un avanzamento nella legittimazione democratica dell’Ue e spiega perché molti eurodeputati abbiano votato seguendo le preoccupazioni presenti nell’opinione pubblica europea.

Politica estera fragile

La decisione sul Mercosur mette però in luce un problema strutturale più profondo. La politica commerciale dell’Ue funziona secondo il metodo comunitario, con poteri condivisi tra Consiglio e Parlamento e il controllo giurisdizionale della Corte. Al contrario, la politica estera e di difesa resta ancorata al metodo intergovernativo, basato sull’unanimità degli Stati membri, con un ruolo marginale del Parlamento e una Commissione dai poteri limitati, affiancata dall’Alto Rappresentante.

Questa architettura istituzionale indebolisce l’Unione e genera confusione all’esterno su chi rappresenti davvero l’Europa nelle relazioni internazionali. Se la Commissione può negoziare accordi commerciali, le questioni di sicurezza e difesa restano frammentate tra Consiglio europeo, Stati membri e Alto Rappresentante, producendo un’immagine incoerente e poco autorevole dell’Ue.

Il confronto con gli Stati Uniti

Il problema non è il ruolo del Parlamento europeo, ma l’assenza di un vero potere esecutivo unitario. Anche negli Stati Uniti il Senato ha un ruolo decisivo nella ratifica dei trattati, spesso rendendo il processo complesso. Tuttavia, l’esistenza di un Presidente dotato di poteri esecutivi chiari consente agli Usa di parlare con una sola voce sulla scena globale, anche attraverso accordi intergovernativi.

In un contesto internazionale segnato da crescenti minacce geopolitiche, l’Unione europea dovrebbe dotarsi di un governo unitario capace di condurre una politica estera e di difesa coerente ed efficace. Il vero limite dell’Ue non è il controllo parlamentare sugli accordi commerciali, ma l’assenza di una leadership politica unica in grado di rappresentare l’Europa nel mondo.

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