Centinaia di studenti a La Spezia per Abanoub Youssef, il ragazzo accoltellato a scuola. Confermato il carcere per il 19enne accusato
Centinaia di studenti delle scuole superiori spezzine oggi sono rimasti davanti al Palazzo di Giustizia dopo un corteo che ha attraversato la città. Camminavano insieme, scandendo il nome di Abanoub Youssef, il ragazzo accoltellato a morte venerdì scorso in una classe nell’istituto professionale Chiodo.
In procura si sono recati il padre e lo zio della vittima. I familiari avevano incontrato ieri il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, arrivato a La Spezia per partecipare a un comitato per l’ordine pubblico in prefettura. «La comunità scolastica è sconvolta, ma non dobbiamo gettare la croce addosso a nessuno», ha detto Valditara. Il ministro ha sottolineato che è stata disposta un’ispezione e che occorre attendere l’esito delle indagini prima di attribuire responsabilità.
Zouahir Atif, 19 anni, resta in carcere
Il giovane accusato di aver accoltellato Zouahir Atif, 19 anni, è stato ascoltato in carcere dal giudice per le indagini preliminari della Spezia. Al termine dell’udienza il gip ha confermato la custodia cautelare in carcere, come riferito dal difensore Cesare Baldini.
Secondo l’avvocato, il ragazzo avrebbe riferito di essersi sentito in pericolo dai comportamenti della vittima, negando precedenti episodi di minacce con un coltello. Il legale ha tracciato un profilo di forte fragilità psicologica e ha ipotizzato la necessità di una perizia psichiatrica. Secondo il legale, la detenzione «è la soluzione che oggi può meglio difendere il giovane da sé stesso».
Al 19enne viene contestato il reato di omicidio aggravato dai futili motivi. Il gip non ha applicato l’aggravante della premeditazione, legata al fatto di aver portato il coltello a scuola. Questo potrebbe essere valutato in una fase successiva. In attesa dell’autopsia, il corpo di Abanoub Youssef non è ancora stato restituito alla famiglia.
Il ricordo davanti alla scuola
Davanti all’istituto professionale Chiodo studenti e amici hanno deposto fiori, messaggi e lumini. Cartelli e scritte ricordano Abanoub con frasi come “Giustizia per Aba”, “Vivrà nei pensieri e nelle parole”. “Non muore chi vive nel cuore di chi resta”. La scuola ha riaperto con la presenza di psicologi a supporto degli studenti. Quando il corteo ha raggiunto piazza Europa, davanti al Palazzo comunale, gli studenti hanno steso uno striscione. “Giustizia per Aba – Vive con noi”, fermandosi in silenzio.



















