Due aggressioni con accoltellamenti in pochi giorni, una fatale per un 18enne, la violenza ormai entra a scuola e cresce l’allarme
Ancora un caso di violenza tra minori. Ancora una volta, in un ambiente collegato alla scuola. Paura, ieri mattina, 17 gennaio 2026, davanti ai cancelli del liceo artistico di Sora, in provincia di Frosinone, dove uno studente di 17 anni è stato accoltellato dopo una lite. Immediatamente soccorso, il ragazzo è stato medicato in ospedale: la prognosi è di dieci giorni, ma poteva andare molto peggio. La ferita riscontrata al collo è infatti di natura superficiale. Eppure l’aggressore ha colpito una parte del corpo allo scopo di procurare danni potenzialmente letali.
Una vicenda che fa il paio con la tragedia avvenuta appena due giorni fa a La Spezia, dove Youssef Abanoub, di appena 18 anni, è stato accoltellato ed è morto poche ore dopo in ospedale, nonostante i tentativi di rianimazione e un delicato intervento chirurgico. Per questo episodio è in stato di fermo un minorenne che avrebbe aggredito il compagno di scuola in aula, davanti agli altri studenti, per motivi sentimentali. È invece ancora giallo quanto accaduto a Sora. Alcuni testimoni parlano di una lite tra aggressore e vittima degenerata rapidamente. I due si sarebbero incontrati davanti alla scuola per poi discutere animatamente. In pochi istanti la situazione sarebbe precipitata con uno dei due che ha sferrato un fendente all’altro e poi scappare.
La vittima, interrogata dai carabinieri dopo essere stata medicata in ospedale, ha però dichiarato di non conoscere l’aggressore. Le indagini faranno il loro corso, attraverso le testimonianze e i video registrati dalle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona. Fermato l’aggressore, residente a Isola di Liri, anche lui di 17 anni; interrogato ha sostanzialmente ammesso l’accaduto consegnando anche il coltello che aveva il giorno prima, denunciato per lesioni. Ancora non chiari i motivi della lite. Secondo quanto si apprende, non si tratterebbe di una lite tra compagni di classe.
DUE ACCOLTELLAMENTI A SCUOLA, CRESCE LA PREOCCUPAZIONE PER I CASI DI VIOLENZA
In Liguria, intanto, emergono particolari sempre più inquietanti nella ricostruzione dell’aggressione costata la vita al diciottenne di origini egiziane. Elementi che potrebbero portare all’aggravante della premeditazione a carico di Zouhair Atif, 19enne marocchino, ora in stato di fermo per omicidio. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il giovane sarebbe uscito di casa già armato di un lungo coltello da cucina. Determinanti, in questo senso, le parole pronunciate dallo stesso Atif dopo l’arresto: «Volevo ucciderlo, non doveva permettersi di mettere sui social la foto con la mia ragazza».
Una confessione che non lascia spazio a interpretazioni e che rafforza l’ipotesi di un gesto pianificato. Dalle chat scolastiche, inoltre, emergerebbero minacce reiterate nel tempo: «Ora ti sistemo io», avrebbe scritto al rivale. L’omicidio si è consumato sotto gli occhi di un’intera classe. La lite, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe iniziata nei bagni per poi culminare in aula. Il motivo del contendere sarebbe stato, ancora una volta, una ragazza. Lo zio della vittima sostiene che Abanoub stesse cercando di fuggire quando è stato raggiunto e colpito al costato. «Mio nipote non era uno che se la cercava. Se non gli dicevi niente, non ti diceva niente. Lui lavorava, era un bravo ragazzo. Invece quell’altro portava sempre il coltello. Dovevano fermarlo prima», ha dichiarato. Parole che alimentano un dibattito sempre più acceso sull’allarme coltelli tra i giovanissimi. Un fenomeno che scuote famiglie, scuole e istituzioni.
IL SINDACO DI LA SPEZIA: “CULTURA DELLE LAME”
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, che ha parlato di una “cultura delle lame” definendola inaccettabile, dichiarazioni che hanno sollevato polemiche e ulteriori tensioni in una città già sconvolta dal dolore. Atif si trova ora in carcere con accuse pesantissime. Nato in Marocco, vive in Italia con la famiglia ed è titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo. Tra gli studenti c’è anche chi lo difende, sostenendo che non fosse instabile e che non abbia mostrato segni di esaltazione dopo l’aggressione. Sarà ora la magistratura a stabilire responsabilità, aggravanti e dinamica definitiva dei fatti.
Intanto politica e istituzioni si interrogano su due episodi diversi, dunque, e un’unica, drammatica costante: la violenza che entra nelle scuole e coinvolge ragazzi sempre più giovani, trasformando aule e cortili in teatri di sangue. Il provveditorato manderà gli ispettori al liceo di La Spezia teatro dei fatti, per investigare le circostanze che hanno portato a un epilogo così grave. E vanno chiariti gli estremi di una violenza che non è esplosa all’improvviso e va affrontato il ricasco psicologico su un’intera platea scolaresca. La violenza, dicono da tempo gli psicologi, va estirpata dalla mente dei ragazzi. E un episodio di questo tipo segna per sempre le vite di persone così giovani e ancora così vulnerabili.



















