Da mesi ormai a Londra il partito populista Reform UK sta prosciugando voti e dirigenti dei conservatori: la scissione dei Tories che avvantagia Farage
Lo scontro interno nella destra britannica si fa sempre più serrato dopo l’annuncio dell’ingresso di Robert Jenrick, ex numero due del partito Conservatore, all’interno di Reform UK, il partito di estrema destra guidato da Nigel Farage. Un cambio di casacca che negli ultimi tempi sembra essere diventato quasi normalità, non solo per diversi politici di spicco del campo conservatore, ma anche per milioni di elettori.
Il caso Jenrick, però, si è trasformato in una sorta di “guerriglia politica”, perché la leader dei tories, Kemi Bedenoch, ha deciso di giocare d’anticipo. Secondo la ricostruzione offerta dal Guardian, lunedì alcuni esponenti di spicco dell’ufficio di Badenoch hanno ricevuto degli screenshot di quello che uno di loro ha definito «inconfutabilmente» l’intero discorso di dimissioni di Jenrick, proveniente da una talpa nel suo ufficio, insieme al piano mediatico che lo accompagnava.
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La leader dei tories ha quindi rotto gli indugi questo giovedì, pubblicando un videomessaggio in cui annunciava «il licenziamento di Jenrick dal gabinetto ombra» del partito conservatore, dopo aver ricevuto prove «chiare e irrefutabili» del programmato tradimento di Jenrick. Nel pomeriggio, ad una conferenza stampa programmata, Nigel Farage è stato raggiunto sul palco proprio dall’ex numero due dei tories, che ha subito accusato il partito conservatore di aver «tradito i propri elettori». «La Gran Bretagna è allo sbando», ha continuato Jenrick, e «ha bisogno di Reform». Tradimento quindi confermato e vittoria politica per Bedenoch.
L’emorragia di elettori in casa conservatrice
Se la mossa della leader conservatrice è senza dubbio riuscita nel suo intento di limitare i danni d’immagine che un “tradimento” di così alto livello avrebbe comportato, non cambia però la sostanza dei fatti: il partito conservatore è stato a lungo affetto da una prolungata e continua emorragia di elettori, in quello che potremmo definire uno spostamento costante verso il Reform UK di Farage, che solo nelle ultime settimane, sondaggi alla mano, sembra essersi stabilizzato.
È invece ancora in corso quello dei politici, intervistato dalla BBC nella giornata di ieri, il diretto interessato ha motivato il suo cambio di bandiera con i fallimenti dei conservatori (al governo nel Regno Unito dal 2010 al 2024). «Il Partito Conservatore ha fallito al governo. Non c’è quasi nessun principio che non abbia tradito. Tradendo i propri principi, ha tradito i propri elettori e i propri membri», è l’accusa di Jenrick.
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Anche se la cannibalizzazione di elettori da parte del Reform UK sembra aver perso slancio, secondo tutti i sondaggi politici svolti nel mese di gennaio il partito di Farage è dato ampiamente al primo posto (28-31%), seguito dal partito conservatore (17-22%) e dal Labour (14-21%), ormai in caduta libera. Il bipartitismo è morto nel Regno Unito, mentre il populismo di stampo trumpiano avanza. La formula di Farage, principale sostenitore della Brexit ai tempi del referendum del 2016, convince però non solo gli elettori, ma in misura sempre maggiore anche i politici tories.
Fuggono anche i leader dei tories
L’emorragia verso Reform nell’ultimo anno è stata massiccia e ha coinvolto figure di primissimo piano. Lee Anderson è stato il primo parlamentare conservatore a passare a Reform UK nel marzo 2024, seguito da una lunga lista di defezioni che include ex ministri come Nadine Dorries, ex segretaria di Stato per la cultura, e Andrea Jenkyns, ora sindaca Reform di Greater Lincolnshire.
Negli ultimi mesi le defezioni più significative: Danny Kruger, primo parlamentare conservatore in carica a passare a Reform, seguito da Sarah Atherton, ex ministro della difesa sotto Liz Truss; e ancora Anne Marie Morris, Maria Caulfield, ex ministro della sanità, Adam Holloway che fu commissario del Tesoro di Sua Maestà, e Sir Jake Berry, ex ministro e presidente del Partito Conservatore. Il colpo più significativo è arrivato con Nadhim Zahawi, ex Cancelliere dello Scacchiere sotto Boris Johnson, la defezione di più alto profilo fino a quella di Jenrick.Il fenomeno ricorda da vicino l’allineamento del Partito Repubblicano americano a Donald Trump.
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Dopo le iniziali resistenze al leader populista, il GOP si è presto riallineato al tycoon. Trump ha cambiato il significato stesso di cosa significhi essere “repubblicano”, rendendo la lealtà a sé stesso il test decisivo per l’etichetta di “conservatore”. Il Presidente americano ha insomma rimodellato il GOP a sua immagine, proprio come Farage sta facendo con la destra britannica. Nel Regno Unito sembra profilarsi quindi lo stesso scenario: dopo qualche anno di timida resistenza, il partito conservatore non riesce più a fare argine e i suoi esponenti migrano in massa verso il campo populista, con Farage nelle vesti di “Trump britannico”.


















