Nobel della discordia: Delcy Rodríguez attacca María Corina Machado dopo l’incontro con Trump. Il Comitato Nobel: Premio per la Pace non è trasferibile, condivisibile né revocabile. Tre norvegesi su 4 contrari all’assegnazione al presidente Usa
Durante l’incontro alla Casa Bianca, la leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, Premio Nobel per la Pace 2025, ha consegnato simbolicamente la propria medaglia a Donald Trump, definendolo un riconoscimento per il suo impegno a favore della libertà del Venezuela. Un gesto che ha immediatamente innescato reazioni politiche e istituzionali su entrambe le sponde dell’Atlantico.
Il chiarimento del Comitato Nobel
Poche ore dopo l’incontro, Trump ha ringraziato Machado sui social, parlando di «un meraviglioso gesto di reciproco rispetto». La Casa Bianca ha diffuso un’immagine del presidente con la medaglia incorniciata, accompagnata da una dedica che richiama il suo «impegno deciso per un Venezuela libero».
Il Comitato Nobel è però intervenuto per ribadire un punto formale ma decisivo: il Premio per la Pace non è trasferibile, condivisibile né revocabile.
Caracas osserva e attacca
Da Caracas non sono mancate reazioni polemiche. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha criticato implicitamente Machado, affermando che, se dovesse recarsi a Washington, lo farebbe «a testa alta, non in ginocchio». Un affondo che evidenzia quanto il gesto della leader dell’opposizione sia stato letto come una scommessa rischiosa anche sul piano interno.
Un rapporto politico senza sbocchi
Nonostante l’attenzione mediatica, resta poco chiaro cosa Machado abbia ottenuto dall’incontro. Dopo la caduta di Nicolás Maduro, Trump ha escluso di affidarle la guida del Paese, sostenendo che non disponga del consenso necessario, pur riconoscendone il profilo personale. Una posizione che contrasta con i dati elettorali del 2024, secondo cui il partito di Machado avrebbe sconfitto nettamente Maduro, salvo poi vedere il risultato ribaltato dalle autorità con una successiva repressione del dissenso.
Tre norvegesi su 4 contro Trump
Il gesto ha suscitato forte imbarazzo in Norvegia, dove il Nobel è considerato uno strumento centrale di soft power. Commentatori e analisti hanno accusato Machado di aver inserito il premio in un gioco politico e militare, aggravato dalla scarsa popolarità di Trump nel Paese. Un sondaggio ha mostrato che tre norvegesi su quattro sono contrari all’assegnazione del Nobel al presidente americano, anche in caso di accordi di pace in Ucraina o a Gaza.
Il caso Machado si inserisce in una lunga serie di controversie legate al Premio Nobel per la Pace, da Barack Obama ad Abiy Ahmed, fino a Henry Kissinger. Ma secondo diversi osservatori, la particolarità di questa vicenda sta nell’uso esplicito del Nobel come leva politica attiva, in un contesto di conflitto e intervento internazionale ancora in corso.




















