14 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Gen, 2026

Perché i giornali stanno perdendo traffico

I nuovi motori di ricerca integrati con intelligenza artificiale

Perché i giornali stanno perdendo traffico online: ‘answer engine’, intelligenza artificiale e il report Reuters spiegano cosa sta cambiando nell’informazione. Negli ultimi tre anni è scomparso oltre un terzo dei link verso i siti delle testate e nel prossimo triennio ne sparirà un ulteriore 40%


Gli “answer engine”, i nuovi motori di ricerca integrati con intelligenza artificiale, che rispondono alle domande con risposte complete che riassumono i contenuti, senza rimandare l’utente alle fonti primarie delle testate editoriali, stanno desertificando i siti web dei giornali in tutto il mondo.

È uno dei dati più drastici che emerge dall’ultima edizione del Journalism and Technology Trends and Predictions 2026 del Reuters Institute, che fotografa una trasformazione profonda dell’industria dell’informazione. Meno traffico, meno certezze e più competizione, ma anche una possibile via d’uscita fondata su contenuti originali, storie umane e un uso dell’intelligenza artificiale concentrato sull’efficienza più che sulla sostituzione del lavoro editoriale.

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Tutti produttori di informazione

In un suggestivo gioco degli specchi – i giornalisti parlano del futuro dei giornalisti – il più importante apparato di informazioni del mondo, come è appunto l’agenzia Reuters, fotografa ogni anno lo stato di salute del giornalismo. E negli ultimi tempi le diagnosi sono sempre più preoccupate. Non stiamo parlando solo delle condizioni dei nostri giornali, ma di quel complesso sistema di relazioni in cui tutti gli abitanti del pianeta sono coinvolti in uno scambio permanente di notizie.

Senza semplificazioni banali, possiamo dire che ormai siamo tutti un po’ giornalisti. Lo dimostrano le istantanee pubblicate pochi istanti prima della morte dai ragazzi bruciati nella cava a Crans Montana. Persino nel momento estremo il primo istinto è documentare.

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Intelligenza artificiale e notizie

In questo scenario irrompono le intelligenze artificiali: sistemi che scannerizzano i contenuti, sintetizzano le informazioni e producono vere e proprie elaborazioni dei flussi di news. Negli ultimi tre anni è scomparso oltre un terzo dei link verso i siti delle testate e nel prossimo triennio ne sparirà un ulteriore 40%.

Questi numeri non indicano una crisi, ma una transizione irreversibile, in cui il baricentro del mercato giornalistico passa dai professionisti agli utenti, dai giornalisti ai dilettanti.

Il modello ‘digital first’

Già più di dieci anni fa il direttore del Financial Times Lionel Barber lanciò il progetto Digital First, fondato su una visione sociologica: i lettori ne sanno più di noi. Ogni articolo è una conversazione, non una rivelazione dall’alto. Oggi il quadro conferma quella previsione. La maggior parte dei contenuti online è oggi generata da AI. In questo frullatore digitale, l’unica ancora di salvezza per il giornalismo artigiano è la distintività, fondata sul carattere umano, imperfetto e gerarchizzante della comunicazione.

Il report Reuters indica come prioritari: investigazioni originali, reportage sul campo, analisi contestuale, storie umane e fact-checking. Al contrario, è previsto un ridimensionamento delle notizie generaliste e del giornalismo di servizio, facilmente delegabili all’AI.

Content creation

La trasformazione riguarda tutte le professioni della mediazione: giornalisti, avvocati, medici, consulenti e funzionari pubblici, sempre più chiamati a diventare content creator, capaci di tradurre l’intelligenza artificiale in servizi comprensibili. Secondo il report, il 79% degli editori investirà di più nel video e il 71% nei podcast. YouTube resta centrale, seguito da TikTok e Instagram. Molti editori chiederanno ai giornalisti di comportarsi come creator, valorizzandone il volto e la riconoscibilità. Le funzioni di back-end del ciclo editoriale saranno ampiamente automatizzate grazie a sistemi di intelligenza artificiale specializzata, mentre resta centrale il ruolo umano nella gestione del senso.

L’artigianalità semantica

Un tema poco esplorato è l’addestramento semantico delle intelligenze artificiali. Proprio qui i giornalisti e le professioni di mediazione restano centrali: trasmettere senso alle macchine, renderle comprensibili agli utenti. È la nuova stagione dell’artigianalità semantica, dove la capacità di trattare memorie e archivi diventa il vero valore aggiunto.

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