14 Gennaio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

14 Gen, 2026

Chiara Ferragni assolta dall'accusa di truffa: «Ringrazio tutti»

Chiara Ferragni fuori l'aula del tribunale di Milano

Chiara Ferragni in aula a Milano il giorno della sentenza per il processo: il giudice non riconosce l’aggravante, prosciolti anche Damato e Cannillo: “Siamo commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”


Chiara Ferragni è stata assolta: cade l’accusa di truffa aggravata per i casi del pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua Dolci Preziosi. La sentenza del giudice Ilio Mannucci Pacini, come annunciato, è arrivata alle 15,30. Emozionata, dopo la lettura della sentenza di assoluzione, fuori dall’aula Chiara Ferragni ha detto solo: 

“Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower”

Caduta l’aggravante

Il giudice Ilio Mannucci Pacini, tecnicamente, non ha riconosciuto l’aggravante, contestata dai pm, della minorata difesa dei consumatori o utenti online, che rendeva il reato di truffa procedibile anche senza una denuncia.

In questo modo, poiché il Codacons circa un anno fa aveva ritirato la querela in seguito a un accordo risarcitorio con Ferragni, ha disposto il proscioglimento per estinzione del reato riqualificato in truffa semplice.

Il proscioglimento ha riguardato anche i coimputati di Chiara Ferragni, ovvero l’allora suo braccio destro, Fabio Damato, e il presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

Le accuse

L’aggiunto Eugenio Fusco e il pm Cristian Barilli avevano chiesto per Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, senza attenuanti. Secondo le indagini della Guardia di finanza, tra il 2021 e il 2022 l’influencer avrebbe ingannato follower e consumatori, ottenendo presunti profitti per circa 2,2 milioni di euro, in relazione a vendite il cui prezzo non comprendeva la beneficenza pubblicizzata.

Per l’accusa, Ferragni avrebbe avuto un «ruolo preminente» nelle campagne promozionali, grazie ai messaggi veicolati ai suoi circa 30 milioni di follower. Alle sue società, secondo i pm, spettava l’ultima parola negli accordi con Balocco e Cerealitalia. Per l’ex collaboratore Fabio Damato era stata chiesta la stessa pena, mentre per il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo la richiesta era di un anno.

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La difesa

Ferragni ha sempre respinto le accuse, sostenendo di essere innocente. Secondo la difesa, si trattava al massimo di un caso di pubblicità ingannevole dovuto a errori di comunicazione, già sanato in sede amministrativa con risarcimenti e donazioni per circa 3,4 milioni di euro. I legali, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, hanno ribadito l’assenza di dolo e la mancanza degli elementi costitutivi della truffa.

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