Aurora boreale sulle Dolomiti: il cielo si colora di rosso nello scatto di Alessandra Masi, fotografa più volte selezionata dalla Nasa
Il cielo delle Dolomiti si è acceso di rosso nella notte dell’11 gennaio 2026, quando un’aurora boreale, visibile solo per pochi minuti, ha raggiunto anche le Alpi italiane. A immortalarla è stata Alessandra Masi, veterana dell’astrofotografia, le cui immagini sono state più volte selezionate dalla NASA come Astronomy Picture of the Day (Apod).
La fotografia è stata realizzata poco dopo la mezzanotte da Pieve di Cadore, con l’aurora che ha fatto capolino sopra il gruppo delle Marmarole. “Un’apparizione breve, ma sempre entusiasmante”, racconta Masi, sottolineando l’eccezionalità dell’evento a latitudini così basse.
Marmarole patrimonio Unesco
Le Marmarole, situate nel cuore del Cadore, in provincia di Belluno, fanno parte delle Dolomiti riconosciute dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Non è la prima volta che la fotografa riesce a catturare fenomeni rari in quest’area: già nel gennaio 2025 aveva immortalato un’aurora boreale accompagnata dal Sar, l’arco rosso aurorale stabile.

Il sole nella fase più attiva del ciclo
A colorare il cielo di rosso è stata una delle aurore generate dall’attività intensa del Sole, attualmente nella fase più attiva del suo ciclo, il numero 25. In questo periodo brillamenti ed espulsioni di massa coronale sono più frequenti, aumentando la probabilità di fenomeni spettacolari.
Perché l’aurora arriva anche a sud
Quando le particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con il campo magnetico terrestre, si generano le aurore, solitamente visibili nelle regioni polari. In presenza di emissioni particolarmente intense, però, il fenomeno può estendersi anche a latitudini più basse, come accaduto sulle Dolomiti nella notte dell’11 gennaio.


















