12 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

12 Gen, 2026

Trentini e Burlò liberi: «Grazie Italia. Ora posso fumare una sigaretta?»

Alberto Trentini e Mario Burlò liberi

Trentini e Burlò sono liberi: “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato anche il cibo era sufficiente”


Tutto è accaduto all’improvviso, in modo inatteso.

“Non sapevamo nulla della cattura di Maduro. Sono felice, ringrazio l’Italia. Ora posso fumare una sigaretta?”.

Sono le prime parole pronunciate da Alberto Trentini dopo la liberazione, al termine di 423 giorni di detenzione nel carcere di massima sicurezza di Rodeo. “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”, hanno assicurato Trentini e Mario Burlò, l’imprenditore torinese rilasciato insieme a lui, appena arrivati all’ambasciata italiana. “Nell’ultimo trasferimento non siamo stati incappucciati, a differenza delle altre volte”, ha raccontato Trentini, aggiungendo che “anche il cibo era sufficiente”. Una volta in ambasciata, entrambi hanno potuto contattare subito i familiari in Italia: Trentini ha chiamato la madre e la fidanzata.

La liberazione

Un boato di felicità e liberazione ha accolto all’alba la notizia della scarcerazione di Alberto Trentini e Mario Burlò in America Latina ed in Italia. A Venezia le campane hanno risuonato a festa in tutte le chiese svegliando la città. Grandissime la commozione, la felicità e le lacrime di gioia dei genitori di Trentini.

“Alberto finalmente è libero! Questa è la notizia che aspettavamo da 423 giorni! Ringraziamo tutti quelli che hanno reso possibile, anche lavorando nell’invisibilità, la sua liberazione”.

“Tutti questi mesi di prigionia hanno lasciato in Alberto e in noi che lo amiamo ferite difficilmente guaribili – prosegue la nota dei familiari – adesso avremo bisogno di tempo da trascorrere in intimità per riprenderci. Ringraziamo tutti per esserci stati vicini, ma vi chiediamo di rispettare il nostro silenzio e la nostra riservatezza. Ci sarà tempo per trovare le parole giuste per raccontare fatti e accertare responsabilità”.

Oggi vogliamo solo pace”.

Festeggiamenti e ringraziamenti pubblici

La liberazione di Alberto Trentini e di Mario Burlò è stata annunciata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e accolta con soddisfazione dal governo italiano, che ha ringraziato le autorità venezuelane per la collaborazione. I due connazionali si trovano ora nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas prima del rientro in patria.

La notizia attesa per più di un anno ha suscitato anche reazioni di gioia da parte delle comunità locali, con suonate di campane e ringraziamenti, mentre le istituzioni diplomatiche italiane e i legali dei due uomini sottolineano l’impegno costante per arrivare a questo risultato.

Burlò libero, il primo pensiero alla figlia

Soddisfazione anche per la liberazione di Mario Burlò, detenuto in Venezuela per circa un anno.

“Siamo molto contenti della fine della detenzione di Mario – affermano gli avvocati Benedetto Buratti e Maurizio Basile, legali dell’imprenditore piemontese –. Mario ha già potuto sentire la figlia, rassicurandola sulle sue condizioni di salute. Anche a nome dei familiari ringraziamo le istituzioni diplomatiche che in questi mesi non hanno mai smesso di lavorare per la liberazione dei nostri connazionali, tenendoci costantemente aggiornati”.

Subito dopo la scarcerazione, Burlò ha fatto una lunga telefonata alla figlia Gianna dagli uffici consolari italiani a Caracas. La chiamata, arrivata nel cuore della notte a causa del fuso orario, è servita ad annunciare la liberazione e a tranquillizzarla sulle sue condizioni. “Sta benone – ha riferito l’avvocato Basile –. È una persona dalla forza d’animo e dalla vitalità straordinarie”.

Campane a festa al lido di Venezia

Campane a festa questa mattina alle 7 dalla chiesa di Sant’Antonio al Lido di Venezia, frequentata dai genitori di Alberto Trentini, che abitano a pochi passi. A suonarle è stato il parroco, don Renato Mazzuia, non appena appresa la notizia della liberazione.

“È stata una sveglia gioiosa, piena di speranza – ha detto il sacerdote –. È stato un anno intenso di preghiera e di vicinanza ai genitori, che vediamo spesso qui. Ho mandato un messaggio alla mamma, ho sentito l’avvocata Ballerini, poi ho suonato le campane. Ora celebreremo una Messa di ringraziamento”. Trentini non vive a Venezia da una ventina d’anni per il suo lavoro nella cooperazione internazionale. “Non lo conoscevo direttamente – ha aggiunto don Mazzuia – ma attraverso i suoi familiari, quando tornava ogni tanto. Adesso la cosa più importante è che possa tornare a casa”.

Chi è Alberto Trentini

Alberto Trentini, nato a Venezia il 10 agosto 1979, è un operatore umanitario con una lunga esperienza nella cooperazione internazionale. Laureato in Storia moderna e contemporanea all’Università Ca’ Foscari di Venezia, da oltre dieci anni lavora in progetti di sviluppo e assistenza umanitaria.

Dal 17 ottobre 2024 si trovava in Venezuela per l’organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, impegnata nel sostegno alle persone con disabilità.

L’arresto e la detenzione

Il 15 novembre 2024 Trentini è stato fermato a un posto di blocco mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito, nello Stato di Apure, da funzionari del servizio di identificazione e migrazione. In seguito è stato trasferito a Caracas, nella struttura della Direzione generale del controspionaggio militare. La sua detenzione è stata confermata ufficialmente solo due mesi dopo l’arresto. Nei mesi successivi non è stato possibile per la famiglia o per i legali ottenere informazioni dirette sulle sue condizioni né stabilire contatti.

“Successo della diplomazia italiana”

Ampia soddisfazione dal governo per la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani parla di “un grande lavoro della diplomazia” e di “un successo del governo”, sottolineando che i due connazionali sono in buone condizioni. La premier Giorgia Meloni esprime “gioia e soddisfazione”, ringraziando la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodríguez per la collaborazione e tutte le istituzioni che hanno operato “con impegno e discrezione”.

Il presidente del Senato Ignazio La Russa parla di “importante risultato” e ringrazia chi ha lavorato nel silenzio. Dal Pd, la segretaria Elly Schlein definisce la liberazione “una splendida notizia”, mentre il presidente dei senatori Francesco Boccia sottolinea che è “una gran bella notizia per il Paese”. Messaggi di soddisfazione arrivano anche da Carlo Calenda, Maurizio Lupi e dai gruppi parlamentari di maggioranza.

La gioa dalle regioni

I presidenti di Regione parlano di sollievo e orgoglio. Luca Zaia definisce la liberazione di Trentini “una notizia meravigliosa” e “una vittoria della democrazia”. Attilio Fontana e Roberto Occhiuto ringraziano il governo e la rete diplomatica per il lavoro “costante e determinante”.

Don Ciotti “indescrivibile”

Messaggio di forte intensità anche da Luigi Ciotti, che si rivolge direttamente a Trentini parlando di “gioia indescrivibile” e ricordando l’impegno civile, la vicinanza alla famiglia e l’attenzione mai venuta meno durante i mesi di detenzione. Un pensiero, aggiunge, va anche al popolo venezuelano e ai più fragili, al centro dell’impegno del cooperante.

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