10 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

7 Gen, 2026

Mercosur, l’accordo ora è più vicino

Misure di salvaguardia e garanzie di controlli così l’Ue supera le resistenze sul Mercosur di Francia e Italia


Dopo oltre un quarto di secolo di negoziati, l’Ue è sulle soglie della  finalizzazione dell’accordo commerciale con il Mercosur, il blocco sud americano composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, che potrebbe venire siglato il 12 gennaio. Durante un vertice in Paraguay.

Tuttavia, il percorso verso quel giorno è stato segnato da accesi dibattiti politici interni all’UE, soprattutto su come tutelare il settore agricolo europeo di fronte all’ingresso di prodotti sudamericani. Il nodo cruciale dell’intesa riguarda proprio i prodotti agricoli. Settori come carne bovina, pollame, zucchero e altri prodotti sensibili saranno oggetto di dazi doganali ridotti o nulli nell’ambito dell’accordo.

Questa prospettiva ha generato forti preoccupazioni tra i produttori europei, soprattutto in Paesi come Francia, Italia, Polonia e Ungheria, dove gli agricoltori temono la concorrenza di prodotti a basso costo e standard di produzione. Percepiti come meno rigorosi rispetto agli standard UE. Le proteste sono sfociate in manifestazioni di agricoltori con trattori per le strade di Bruxelles, mentre i governi nazionali hanno chiesto garanzie più stringenti su controlli sanitari, standard ambientali e reciprocità normativa.

Le resistenze

Per superare le resistenze interne, il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Unione hanno raggiunto un compromesso sulla disciplina delle misure di salvaguardia agricole: una normativa che consentirebbe all’UE di sospendere temporaneamente le preferenze tariffarie per determinati prodotti se si verificano danni seri ai produttori europei.

Questa convergenza — sebbene non risolva tutte le tensioni — rappresenta un passo significativo: da un lato, consente di mantenere l’accordo commerciale sul binario dell’apertura dei mercati. Dall’altro dà ai Paesi membri e ai deputati europei strumenti più rapidi per reagire a perturbazioni di mercato.

In parallelo, l’Esecutivo UE ha cercato di calmare gli animi offrendo accesso anticipato a fondi agricoli significativi e proponendo misure di assistenza ai produttori rurali, strategie pensate proprio per rafforzare la fiducia dei governi e dei rappresentanti agricoli. Nonostante questi progressi, restano forti scetticismi tra alcune forze politiche e organizzazioni agricole che criticano l’intesa come potenzialmente dannosa per la sovranità alimentare, la qualità dei prodotti e la sostenibilità ambientale.

Francia sulle barricate

Il voto finale negli Stati membri e l’approvazione politica del Consiglio richiederanno un ulteriore sforzo diplomatico, e le prossime settimane saranno decisive: il compromesso raggiunto sulle salvaguardie indica tuttavia un livello di convergenza politico-amministrativa raro per un accordo di tale portata.

Infatti, le posizioni dei principali paesi membri dell’UE in merito sono divergenti. La Francia è tra i Paesi più critici sul Mercosur, in particolare per quanto riguarda l’impatto su allevatori e agricoltori. Il governo e il ministro dell’Agricoltura hanno chiarito che non sosterranno l’accordo «nella sua forma attuale» senza garanzie scritte e vincolanti per il settore agricolo, inclusi meccanismi di emergenza per fermare l’import e controlli sanitari e ambientali rigorosi.

Vi è un’opposizione diffusa a un accordo che «condanna i propri agricoltori». Inoltre, la Francia propone l’introduzione di fermi automatici se le importazioni minacciano il mercato UE. Infine, la Francia ha introdotto controlli più severi sulle importazioni per assicurare il rispetto degli standard UE anche fuori dai confini comunitari.

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La centralità dell’Italia

L’Italia ha esercitato un ruolo chiave nella recente fase negoziale, posizionandosi tra le nazioni che non sostengono l’accordo senza protezioni forti per l’agricoltura. Dopo aver bloccato la firma attesa a dicembre, Roma ha ottenuto ulteriori discussioni e misure compensative (come l’accesso anticipato ai fondi agricoli UE) e salvaguardie efficaci e fondi per il settore agricolo. L’Italia, che ha una posizione decisiva per raggiungere il quorum delle approvazioni Ue, subisce pressioni interne le cui linee rispecchiano l’attenzione per standard sanitari, la sicurezza alimentare e la competitività dei produttori italiani.

I paesi favorevoli

Non sorprendentemente, la Germania – maggiore paese manifatturiero – è tra i Paesi più favorevoli all’intesa. Berlino vede nel Mercosur un’opportunità per rilanciare le esportazioni UE e consolidare la presenza europea nei mercati globali, anche come contrappeso alle politiche protezionistiche di Usa e Cina.

Berlino riconosce la necessità di misure di salvaguardia, ma con un approccio più aperto al libero scambio, dal momento che considera l’accordo uno strumento di geopolitica economica. Anche la Spagna appoggia l’accordo Mercosur, sottolineando che potrebbe rafforzare le esportazioni europee e dare all’UE maggiore peso nei negoziati commerciali globali. Il governo spagnolo ha espresso fiducia nell’accordo, pur riconoscendo la legittimità delle preoccupazioni agricole sollevate da altri Stati.

Il compromesso possibile

Oltre a Francia e Italia, Polonia e Ungheria (e in passato Austria e Irlanda) hanno espresso riserve o opposizioni basate sulle stesse preoccupazioni agricole: timore di concorrenza da importazioni a basso costo, impatti sul prezzo interno e pressione sui produttori locali. Per superare le resistenze interne, Parlamento e Consiglio UE hanno lavorato su misure di salvaguardia specifiche: possibilità di sospendere preferenze tariffarie per prodotti sensibili (es. carne di pollo e bovina) se determinate condizioni di danno al mercato sono soddisfatte.

Questo compromesso rappresenta il tentativo dell’UE di bilanciare apertura commerciale e protezione degli agricoltori, e sarà uno degli elementi decisivi per la possibilità di chiudere l’accordo il 12 gennaio.

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