Dal primo gennaio 2026 anche a Sofia e dintorni circolerà la moneta unica europea. Secondo alcuni sondaggi, però, il 49% dei residenti teme un forte aumento dei prezzi soprattutto dei generi alimentari. E l’estrema destra filorussa cavalca le proteste
Dall’1 gennaio 2026 la Bulgaria diventerà il 21esimo Stato ad adottare l’euro. Nel Paese più povero dell’Unione europea, però, alcuni ritengono che la mossa comporterà un aumento dei prezzi e dell’instabilità. I sostenitori, dal canto loro, insistono sul fatto che la moneta unica darà impulso all’economia, rafforzerà i legami con l’Occidente e proteggerà dall’influenza russa.
Il sondaggio
Secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro, il 49% dei cittadini della Bulgaria è contrario ad adottare l’euro. Dopo l’iper-inflazione degli anni ’90, la Bulgaria aveva agganciato la sua moneta al marco tedesco e poi all’euro, rendendo il Paese dipendente dalla Bce. Membro dell’Ue dal 2007, la Bulgaria era dunque entrata nella cosiddetta “sala d’attesa” della moneta unica nel 2020, contemporaneamente alla Croazia. Proprio la Croazia era stato l’ultimo Paese ad aderire all’euro, introdotto per la prima volta in 12 Stati nel 2002.
L’estrema destra in campo
Stando all’Istat locale, a novembre lo scontrino del supermercato si è appesantito del 5% rispetto al 2024. L’inflazione, insomma, si fa sentire a fronte di uno stipendio medio che supera di poco i 1.200 euro. Tanto da spingere il Parlamento di Sofia a istituire organi di controllo autorizzati a indagare sugli aumenti e a vigilare sulle “impennate da moneta unica”. Strategie per rendere più accettabile l’adozione dell’euro che ha un significato geopolitico chiaro: la moneta unica europea avvicina la Bulgaria all’Occidente e allontana da Mosca. Ed è qui che entra in gioco l’estrema destra filorussa, che non solo ha spalleggiato le proteste dei no-euro ma potrebbe anche approfittare in senso antieuropeista di qualunque intoppo nell’adozione della moneta unica.
Il parere della Bce
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato i vantaggi dell’euro per la Bulgaria: “Commerci più fluidi, minori costi di finanziamento, prezzi più stabili“. La Bce stima risparmi di circa 500 milioni di euro l’anno in commissioni di cambio per le imprese e un impulso sostanziale per il turismo, un settore che da solo vale l’8% del Pil della Bulgaria. Ancora, secondo la Bce, gli aumenti dei prezzi al consumo temuti dai bulgari saranno modesti – in genere tra lo 0,2 e lo 0,4% – e comunque dureranno poco.


















