Sorella di Gianni e Susanna Agnelli, guidò Campello sul Clitunno per dieci anni ed è stata una figura riservata ma centrale della famiglia. Fu sindaca in Umbria, presidente della Fondazione Agnelli e protagonista della vita civile e culturale italiana
È morta oggi, all’età di 100 anni, Maria Sole Agnelli, sorella di Gianni e Susanna Agnelli. Era nata il 9 agosto 1925 a Villar Perosa, in provincia di Torino, figlia di Edoardo Agnelli e Virginia Bourbon del Monte. Con lei scompare una figura che ha attraversato un secolo di storia italiana mantenendo sempre un profilo discreto e riservato.
Famiglia e formazione
Cresciuta tra Torino e Villar Perosa in un ambiente aristocratico e cosmopolita, Maria Sole Agnelli era sorella di Clara, Gianni, Susanna, Giorgio, Cristiana e Umberto. Pur lontana dai riflettori che hanno accompagnato altri membri della famiglia, ha partecipato alla vita culturale e sociale del Paese con uno stile improntato alla sobrietà.
I matrimoni e i figli
In prime nozze sposò il conte Ranieri Campello della Spina, dal quale ebbe quattro figli. Rimasta vedova, nel 1960 si risposò con il conte Pio Teodorani Fabbri, con cui ebbe un quinto figlio. Alla famiglia ha sempre dedicato una parte centrale della propria vita, anche dopo l’uscita dalla scena pubblica.
L’esperienza politica in Umbria
Dal 1960 al 1970 fu sindaca di Campello sul Clitunno, in Umbria. Venne eletta con un consenso amplissimo, senza comizi né una campagna elettorale tradizionale, segno di un rapporto diretto con la comunità locale. Durante il mandato si occupò di infrastrutture, edilizia scolastica, servizi pubblici e tutela del territorio, con particolare attenzione alle Fonti del Clitunno e al patrimonio paesaggistico e storico del comune.
L’impegno civile e culturale
Conclusa l’esperienza amministrativa, non si ricandidò, scegliendo di dedicarsi alle attività familiari e culturali. Per quattordici anni, fino al 2018, è stata presidente della Fondazione Agnelli, contribuendo alla sua attività di ricerca e riflessione sui temi dell’istruzione, della società e dello sviluppo.
La passione per i cavalli
Accanto all’impegno istituzionale, coltivò una forte passione per l’equitazione. Gestì una delle più note scuderie italiane del secondo dopoguerra e un suo cavallo, Woodland, conquistò la medaglia d’argento nell’equitazione individuale alle Olimpiadi di Monaco del 1972.
Una figura appartata ma centrale
Maria Sole Agnelli ha rappresentato un modello di partecipazione femminile alla vita pubblica in anni in cui la politica era quasi esclusivamente maschile. Ha attraversato un secolo di trasformazioni restando sempre lontana dall’esibizione, ma lasciando un segno concreto nelle istituzioni locali, nel mondo culturale e nella storia della famiglia Agnelli.


















