2 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

20 Dic, 2025

Nordio: «Dopo il referendum, la riforma del processo penale»

Per il guardasigilli bisogna intervenire per limitare il più possibile la carcerazione preventiva. Ma la liberazione anticipata per ridurre la popolazione carceraria sarebbe «una resa da parte dello Stato»


“Quando avremo chiuso la parentesi del referendum, che mi auguro essere confermativa, metteremo subito mano al processo penale che vogliamo riportare ai suoi primordi ispirati a una medaglia d’argento della resistenza, che era il professor Vassalli”. Il ministro della Giustizia Carlo Norbio  lo ha ribadito nel suo videointervento alla giornata conclusiva del nono congresso di “Nessuno tocchi Caino” svoltosi al teatro Puntozero del carcere Beccaria a Milano. “Vi assicuro che stiamo lavorando per un nuovo codice di procedura penale che enfatizzi i momenti del garantismo”, ha aggiunto.

La carcerazione preventiva

Il guardasigilli ha sostenuto la necessità di interventi per limitare il più possibile la carcerazione preventiva. “La presunzione di innocenza in Italia è vulnerata in modo intollerabile – ha detto – Noi abbiamo riformato i criteri per l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare introducendo l’interrogatorio preventivo e tra qualche mese entrerà in vigore la composizione collegiale dell’organo che deve emettere l’ordinanza di custodia cautelare. Questo sarà un grandissimo vantaggio per l’affermazione della presunzione di innocenza”.

In Italia, ha osservato il ministro, “ci sono più di 15mila persone in detenzione che non scontano una condanna definitiva e buona parte di queste poi viene scarcerata perché la loro detenzione si manifestava ingiustificata. Su questo profilo sarà ancora più necessario intervenire successivamente, come noi abbiamo intenzione di intervenire – ha sottolineato Nordio – proprio per limitare il più possibile la carcerazione preventiva”.

La questione del sovraffollamento delle carceri

“Una liberazione anticipata per deflazionare la sovrappopolazione carceraria, più che una manifestazione di indulgenza, sarebbe una resa da parte dello Stato”, ha sostenuto Nordio, spiegando: “Se l’indulgenza dovesse essere interpretata come manifestazione di debolezza, sarebbe una sorta di istigazione a commettere nuovi reati. Parla anche la statistica – ha aggiunto il ministro – con l’indulto fatto ai tempi del governo Prodi dopo un anno la popolazione carceraria era addirittura aumentata, anche se era stata fatta una liberazione assolutamente cospicua. Liberare per deflazionare il sovraffollamento significa mettere un pannicello caldo e programmare e favorire una recidiva”.

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