3 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

19 Dic, 2025

Ferragni, il giorno della difesa nel processo per truffa a Milano

Il giorno della difesa nel processo per truffa a Milano: rito abbreviato a porte chiuse. I pm chiedono un anno e 8 mesi


È il giorno della difesa di Chiara Ferragni nel processo abbreviato a Milano, celebrato a porte chiuse.

L’imprenditrice imputata insieme ad altri due per truffa aggravata nei casi della presunta pubblicità ingannevole legata al pandoro Balocco Pink Christmas e alle uova di Pasqua Dolci Preziosi.

L’ingresso in aula e le arringhe

Ferragni è arrivata in tribunale molto prima dell’inizio dell’udienza davanti al giudice Ilio Mannucci Pacini. In aula prendono la parola per le arringhe difensive i suoi legali, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana. Sono previste anche le difese dell’ex collaboratore Fabio Damato e del presidente di Cerealitalia, Francesco Cannillo.

La richiesta dei pm

I pubblici ministeri Eugenio Fusco e Cristian Barilli hanno chiesto per l’imprenditrice digitale una condanna a un anno e 8 mesi di reclusione, senza attenuanti. Secondo l’accusa, Ferragni e Damato avrebbero avuto un “ruolo preminente” nelle campagne commerciali contestate, sfruttando una diffusione molto ampia grazie alla fiducia dei follower.

Il presunto raggiro

Per i pm, le società riconducibili a Ferragni avrebbero avuto “l’ultima parola” negli accordi con Balocco e Cerealitalia, contribuendo a una truffa caratterizzata da “grande diffusività”. Al centro del processo ci sono le modalità di promozione di prodotti il cui prezzo, secondo l’accusa, non includeva la beneficenza pubblicizzata.

La linea della difesa

Ferragni ha ribadito la propria innocenza. In dichiarazioni spontanee rese il 25 novembre ha affermato: “Tutto quello che abbiamo fatto, lo abbiamo fatto in buona fede. Nessuno di noi ha lucrato”. L’imprenditrice ha inoltre chiuso il fronte amministrativo, effettuando risarcimenti e donazioni per 3,4 milioni di euro.

La Guardia di Finanza

Secondo le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Gdf, tra il 2021 e il 2022 Ferragni avrebbe ingannato follower e consumatori con presunti profitti ingiusti per circa 2,2 milioni di euro, legati alla vendita dei due prodotti.

L’aggravante

Uno dei punti centrali del processo riguarda l’aggravante della minorata difesa degli utenti online. Se questa dovesse cadere, potrebbero aprirsi scenari di proscioglimento per mancanza di querele. La sentenza è attesa per il 14 gennaio.

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