E’ morta a Eyendorf, in Bassa Sassonia, all’età di 94 anni, Ingrid Van Bergen, attrice simbolo del cinema tedesco del dopoguerra e protagonista di un celebre caso giudiziario: fu condannata per l’omicidio del compagno. Nata a Danzica nel 1931, Ingrid Van Bergen visse da adolescente la drammatica fuga negli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale. Dopo la guerra iniziò come ballerina, poi lavorò come segretaria e operaia, fino a trovare la strada verso la recitazione, sua passione giovanile. Tra gli anni Cinquanta e Sessanta diventò una delle attrici più riconoscibili del cinema tedesco, con ruoli in film come “Il generale del diavolo” e “Rose per il procuratore” e numerosi titoli della serie dedicata ai gialli di Edgar Wallace e apparizioni internazionali come in “La città spietata” e “Il falso traditore”.
Con la sua voce roca e la presenza scenica intensa, interpretava spesso donne disilluse o seduttrici, figure dal fascino ambiguo. In carriera partecipò a oltre 150 produzioni tra cinema e televisione, lavorando anche come doppiatrice. La vita di Van Bergen fu segnata da un drammatico episodio: nel febbraio 1977, durante una notte di tensione e alcol, sparò e uccise il compagno, il finanziere Klaus Knaths. Il processo che ne seguì catturò l’attenzione dell’intera Germania: l’attrice fu condannata a sette anni di carcere per omicidio volontario con capacità diminuita, dei quali ne scontò quattro. L’episodio interruppe bruscamente la sua carriera, gettando un’ombra sulla sua vita pubblica.
Negli anni Ottanta e Novanta Ingrid Van Bergen tornò gradualmente alla recitazione, soprattutto in televisione. Nel nuovo millennio, quasi settantenne, sorprende il pubblico tedesco partecipando al film-parodia “Neues vom Wixxer” (2007) e al reality show “Ich bin ein Star – Holt mich hier raus!” (2009), dove vinse il titolo di “Dschungelkönigin” (Regina della giungla): un trionfo pop che mescolava ironia, affetto e una certa nostalgia collettiva per una diva del passato capace di reinventarsi. Negli ultimi anni aveva scelto una vita appartata a Eyendorf, dedicandosi alla scrittura, al volontariato e alla protezione degli animali.








