Mosca accusa l’Sbu ucraino di aver organizzato l’esplosione del camion bomba che causò cinque morti
Una Corte di Rostov sul Don ha condannato all’ergastolo otto imputati per l’attentato al ponte di Crimea dell’8 ottobre 2022, l’esplosione di un camion bomba che provocò cinque morti. La notizia è stata diffusa dall’agenzia russa Ria Novosti.
Secondo gli investigatori russi, l’attacco sarebbe stato organizzato dai servizi d’intelligence ucraini (Sbu). L’ordigno, preparato in Ucraina e poi trasportato in Russia, era stato collocato su un camion il cui conducente, secondo Mosca, non era a conoscenza del piano. Nell’esplosione morirono l’autista e quattro persone che viaggiavano in un’auto accanto al mezzo.
Due giorni dopo l’attentato, l’esercito russo avviò massicci bombardamenti contro le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, una campagna che continua ancora oggi.
Accuse di terrorismo e traffico di esplosivi
Gli imputati rispondevano dei reati di terrorismo e trasporto illegale di ordigni esplosivi. Le autorità russe sostengono che l’operazione sia stata diretta da Vasyl Malyuk, capo dell’Sbu. Il ponte di Crimea, che collega la Russia alla penisola annessa nel 2014 attraversando lo stretto di Kerch, è considerato un’infrastruttura strategica da Mosca.








