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Garlasco, Dna di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi. Legali: «Non è prova»

I legali di Andrea Sempio contestano la perizia sul Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi: «Traccia non probante, mancano dati decisivi»


L’omicidio di Chiara Poggi, 18 anni dopo, non ha un colpevole. Ora una nuova analisi del Dna trovato sotto le unghie della ragazza, secondo alcune anticipazioni, sarebbe “compatibile” con il profilo genetico di Andrea Sempio, 38 anni, amico del fratello della vittima e oggi indagato.

Secondo la genetista Denise Albani, perita nominata dalla gip di Pavia, l’aplotipo Y rilevato nel 2007 sulle unghie di Chiara Poggi coincide con quello della linea paterna di Sempio.

Una compatibilità che restringe la cerchia dei possibili donatori a poche persone, ma che non basta a identificare un singolo individuo. La stessa Albani precisa che i profili sono parziali; l’aplotipo Y non è identificativo e indica un’appartenenza familiare, non un nome e cognome.

La difesa chiede cautela

“Non è una perizia completa, e soprattutto non è una prova”

Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, spiegano che i dati riportati dai giornali “sono un’analisi biostatistica e nulla più”. Non dicono chi abbia lasciato quel Dna, né quando, né come.

Il punto centrale, per loro, è che la traccia sia un Dna misto, quindi non appartiene a una sola persona; senza sapere se il contatto è avvenuto durante l’aggressione o molto prima, non può essere considerato un indizio serio; e soprattutto, non è una comparazione “individualizzante”, quindi non identifica una persona specifica. In altre parole: la compatibilità non significa responsabilità.

“Quel Dna era non consolidato

A complicare le cose c’è un precedente decisivo. Nel 2014, durante l’appello bis a carico di Alberto Stasi, il genetista Francesco De Stefano analizzò quello stesso campione e lo giudicò “non consolidato”, quindi inutilizzabile. Era uno dei motivi per cui la Procura aveva chiesto l’archiviazione per Sempio nel 2017.

Oggi i consulenti della famiglia Poggi ribadiscono che dati dichiarati “non consolidati” allora non possono diventare improvvisamente affidabili oggi, a distanza di anni, senza un’analisi completa.

La perizia integrale sarà depositata a inizio dicembre e discussa il 18 dicembre in udienza.

La domanda chiave del 18 dicembre

Tutto ruoterà attorno a un interrogativo che finora non ha trovato risposta: quel Dna è finito sulle mani di Chiara durante l’aggressione o si trovava già lì per un contatto precedente e innocente?

Sempio, negli anni, ha frequentato spesso casa Poggi. La sua difesa sostiene che senza certezze sul momento e sulla dinamica del trasferimento del Dna, la traccia non ha alcun valore probatorio. La discussione davanti al gip potrebbe segnare una nuova svolta nella vicenda giudiziaria di Garlasco.

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