Le opposizioni abbandonano la Commissione Giustizia sul ddl stupro dopo lo stop chiesto dalla Lega. Bongiorno rassicura: «Ddl va avanti». Cosa prevede il disegno di legge
L’Aula della Camera approva in via definitiva e all’unanimità il disegno di legge che istituisce il reato specifico di femminicidio. Il provvedimento, che aveva già ottenuto il via libera in Senato, diventerà ora legge. Introduce nel Codice penale l’art. 577-bis, il delitto di femminicidio.
La norma prevede l’ergastolo per chi uccide una donna per motivi di discriminazione, odio, prevaricazione o attraverso atti di controllo, possesso o dominio. Rientra nella fattispecie anche l’omicidio commesso per il rifiuto della vittima di instaurare o proseguire una relazione o come forma di limitazione della sua libertà personale.
La legge aveva già ottenuto nei mesi scorsi un primo via libera bipartisan al Senato.
Lo scontro al Senato sul ddl stupro
La giornata, però, è stata segnata dalle tensioni sul provvedimento parallelo: il ddl sulla violenza sessuale, che contiene la norma sul consenso.
Nel pomeriggio, le opposizioni hanno abbandonato la Commissione Giustizia del Senato in protesta contro la richiesta della Lega, sostenuta anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia, di ulteriori approfondimenti e audizioni tecniche.
Opposizioni e presidente del Senato Ignazio La Russa avevano chiesto di portare subito il testo in Aula, proprio per votarlo nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
Simbolico un voto il 25 novembre
Pd, M5s, Avs e Italia Viva avevano sollecitato, già in conferenza dei capigruppo, di votare oggi, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, per dare un segnale politico forte. Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si era detto favorevole.
La richiesta di sospendere il voto alla Camera
A causa dello stop in Senato, Pd, M5s, Iv e Avs hanno chiesto alla Camera di sospendere temporaneamente anche il ddl femminicidio, sostenendo che il comportamento della maggioranza a Palazzo Madama mettesse in dubbio l’accordo politico sui due testi.
«Bisogna sospendere il provvedimento finché la ministra Roccella e i capigruppo della maggioranza non chiariranno cosa sta accadendo», ha detto Marco Grimaldi (Avs). La richiesta è stata respinta a maggioranza e la discussione è proseguita, tra proteste e richieste di chiarimenti rivolte al governo.
“Voltafaccia della maggioranza”
Durissime le reazioni. Maria Elena Boschi ha accusato la maggioranza di essersi rimangiata l’intesa:
«Avevamo ritirato gli emendamenti per garantire un voto unanime. Ora la fiducia è venuta meno. Non accetteremo più riformulazioni».
Per Michela Di Biase (Pd) il rischio è drammatico:
«Il principio se non c’è consenso, c’è stupro è un passo epocale. Fermarlo per calcoli interni alla destra è un segnale pessimo, soprattutto per le donne».
Andrea Quartini (M5s) ha denunciato «un patto di lealtà tradito proprio nella giornata contro la violenza sulle donne», definendo «inaccettabile» il comportamento della maggioranza.
La capogruppo Pd Chiara Braga ha accusato il governo di una «violenza politica contro le donne», chiedendo:
«Quali sono le ragioni per cui la maggioranza sta rinnegando un accordo preso dal governo e dalla presidente del Consiglio?».
Dopo la bocciatura della sospensiva, le opposizioni hanno continuato a intervenire sugli ordini del giorno, chiamando in causa la ministra Eugenia Roccella per chiarire la posizione dell’esecutivo.
Bongiorno: “Ddl va avanti“
La relatrice Giulia Bongiorno, presidente della Commissione Giustizia, ha tentato di rassicurare: «Farò un ciclo di audizioni mirate e breve. Il provvedimento non si ferma». «È un provvedimento importantissimo, ha detto, serve a dare omogeneità: la giurisprudenza riconosce da anni il ruolo centrale del consenso, ora va scritto chiaramente nella legge».
Cosa prevede il disegno di legge
Ecco il contenuto del disegno di legge n.2528, rubricato “Introduzione del delitto di femminicidio e altri interventi normativi per il contrasto alla violenza nei confronti delle donne e per la tutela delle vittime” e approvato in via definitiva dalla Camera.
Femminicidio come reato autonomo
- Viene introdotto l’art. 577-bis nel codice penale: la morte di una donna causata come atto di odio, discriminazione, prevaricazione, controllo, possesso o dominio, in quanto donna, o per il rifiuto di instaurare/mantenere rapporti affettivi, è punita con l’ergastolo.
- Previste aggravanti specifiche e limiti alle attenuanti.
Inasprimento delle pene in casi di violenza di genere
- Modifiche agli articoli 572, 585, 593-ter, 609-ter, 612-bis, 612-ter del codice penale con aumento delle pene quando la violenza è commessa per motivi collegati all’identità femminile o per limitazione delle libertà individuali della donna.
Confisca dei beni
- Prevista la confisca obbligatoria dei beni e dispositivi, anche informatici/telefonici, utilizzati per commettere reati di maltrattamenti familiari.
Relazione annuale
- Il Ministro della giustizia dovrà presentare ogni anno una relazione sullo stato di applicazione della legge, con i dati sui femminicidi e le condanne/assoluzioni.
Modifiche al codice di procedura penale
- Nuove competenze per il tribunale monocratico su questi reati.
- Maggiori diritti d’informazione per le vittime e comunicazioni ai familiari.
- Facilitazioni per la partecipazione delle vittime ai procedimenti penali.
- Previste misure cautelari più severe e comunicazioni obbligatorie tra autorità giudiziarie.
Tutela degli orfani di femminicidio
- Equiparazione di diritti e assistenza per gli orfani anche se frutto di una “relazione affettiva” non stabile e nei casi previsti dall’art. 577-bis (nuovo reato di femminicidio).
Modifiche all’ordinamento penitenziario
- Informazioni e comunicazioni obbligatorie ai familiari delle vittime quando il condannato usufruisce di benefici penitenziari.
- Limiti specifici ai permessi premio per minori condannati per femminicidio.
Campagne di sensibilizzazione e formazione
- Previste campagne di informazione sulla pericolosità di stupefacenti e droghe che facilitano le violenze sessuali.
- Rafforzamento della formazione obbligatoria per magistrati e sanitari su temi del contrasto alla violenza contro le donne.
- Creazione di un tavolo tecnico permanente al ministero della Salute contro la violenza sessuale correlata alle droghe.
Accesso ai centri antiviolenza per minori
- Le vittime minorenni dai 14 anni possono accedere ai centri antiviolenza senza autorizzazione preventiva dei genitori.
Miglioramenti nell’organizzazione dell’ufficio del Pubblico Ministero
- Possibilità di “revocare l’assegnazione” del magistrato ai procedimenti se non osserva le nuove disposizioni a tutela delle vittime.













