Sono state circa novemila le persone che ieri e oggi hanno sfilato al Piccolo Teatro Grassi per un ultimo saluto alla regina della canzone. Al termine dell’omelia, la chiesa di San Marco a Milano si è riempita delle note de “L’appuntamento”
«Le canzoni diventano ritornelli della vita. Sono come i lumini in chiesa, che continuano a muovere la fiammella anche quando non vi siamo».
Con queste parole don Luigi Garbini ha aperto l’omelia per i funerali di Ornella Vanoni. Nella chiesa di San Marco a Milano, oggi si sono intrecciati episodi della sua vita alle parole delle sue canzoni. «Ti benediciamo, Signore, perché ci hai dato Ornella», ha detto all’inizio, ricordandone la fragilità e la sincerità: «La mia fede è troppo scossa ormai ma prego», diceva, ha raccontato.
Poi è stata musica. Sono giorni che la voce di Ornella Vanoni canta nelle case degli italiani, esce dalle tv, dalle radio, riporta indietro nel tempo a immaginare il sapore del lampone, i baci degli amanti, Milano, e quel suo sorriso, l’eleganza, la libertà, quel suo saper soffrire. Ornella vuole vivere e cantare.
Al termine dell’omelia, la chiesa si è riempita delle note de “L’appuntamento”, con la tromba di Paolo Fresu alla tromba. È cambiato il tempo, sta piovendo. Ma resto ad aspettare. Non m’importa cosa il mondo può pensare
Io non me ne voglio andare.

Nove mila persone alla camera ardente
Sono state circa novemila le persone che ieri e oggi hanno sfilato al Piccolo Teatro Grassi per un ultimo saluto. Lo ha comunicato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, parlando alla Rai. «Milano ha reso omaggio alla sua Ornella», ha detto Sacchi. «Era un pezzo di questa città, un’anima culturale autentica. La sua scomparsa ci riempie di dolore: Milano perde una delle sue voci più riconoscibili».
Tutti i fiori per Ornella Vanoni
Una rosa bianca sulla bara semplice, in legno chiaro, ai piedi del palco tante volte solcato dalla Vanoni attrice. Gino Paoli ha scelto per lei un grande cuscino di rose gialle, il colore preferito di Ornella, con un nastro verde e semplicemente il suo nome. Accanto una grande composizione di fiori bianchi firmata dalla Famiglia Paoli.

«Una maestra di libertà per tutte le donne», ha detto Serena Dandini. Per Geppi Cucciari, Vanoni era «parte della mia vita ancor prima di conoscerla. Ha sempre avuto il coraggio di dire quello che voleva». Andrée Ruth Shammah, direttrice del Franco Parenti e sua grande amica, ha confessato: «Le sue canzoni resteranno. Ma faccio fatica a immaginare che lei sia lì, in quella bara».
Un ricordo inatteso arriva invece dall’arcivescovo della Chiesa ortodossa ucraino-russa Giovanni Climaco Mapelli: «Mi disse che, pur non essendo credente, era innamorata di Gesù».
A salutarla oggi anche la cantante e produttrice Caterina Caselli, «Era una donna libera, curiosa, sempre alla ricerca dell’arte e della bellezza». Sui social, Adriano Celentano la definisce «libera, intelligente, unica: un’Artista senza tempo».
L’omaggio dei milanesi sotto la pioggia
Molti visitatori dedicano un pensiero sui registri commemorativi posti all’ingresso. Tra i messaggi: «Sei l’anima di Milano», «Addio voce di velluto», «Inimitabile, solo tu».
I nipoti Camilla e Matteo l’hanno ricordata in diretta Tv: «Ha dato tanti colori alle nostre vite. Non c’è stato un giorno senza amore da parte sua». Tra gli aneddoti più teneri: la sua ironia sul “dieta sempre, ma mai davanti a un bicchierone di vino bianco e un pezzo di formaggio”. «L’ultimo abbraccio — racconta Matteo — mi ha detto che era fiera di me. Non lo dimenticherò mai».
In segno di cordoglio, il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per tutta la giornata. Sacchi ha aggiunto, «verrà trovato un modo per legare per sempre il nome di Ornella Vanoni alla città. Milano l’ha abbracciata, e vedere il Piccolo Teatro in questi giorni è stata un’emozione enorme».












