2 Gennaio 2026

Direttore: Alessandro Barbano

15 Nov, 2025

Caso BBC, Trump prepara una causa miliardaria: “Falsi, chiederò tra uno e 5 miliardi”

l presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha alzato il tiro contro la BBC: “La prossima settimana li citeremo in giudizio per una cifra tra uno e cinque miliardi di dollari”. Parola del tycoon, pronunciata a beneficio dei giornalisti a bordo dell’Air Force One, l’aereo presidenziale. La causa intentata dall’inquilino della Casa Bianca fa riferimento al documentario di “Panorama” che, secondo i legali di Trump, avrebbe manipolato il suo discorso del 6 gennaio 2021, unendo tre estratti distanti un’ora l’uno dall’altro per far sembrare che incitasse alla rivolta del Campidoglio.

La BBC ha ammesso l’errore – definito “un giudizio sbagliato” dal presidente Samir Shah – e giovedì ha inviato scuse personali alla Casa Bianca. Il direttore generale dell’emittente britannica Tim Davie e la CEO del dipartimento News Deborah Tunrness hanno già presentato le loro dimissioni dopo le accuse di parzialità politica e violazioni del codice etico e deontologico. La BBC ha anche aperto un’indagine interna su altri casi di editing sospetto, inclusi servizi di “Newsnight” sullo stesso discorso di Trump. Ma per Trump non basta: “Hanno cambiato le parole che uscivano dalla mia bocca. È oltre il fake, è corruzione”. In un’intervista a GB News, canale conservatore britannico, ha paragonato l’editing a “interferenza elettorale”.

Lo scandalo minaccia ora di travolgere l’emittente pubblica britannica, fondata nel 1922 e finanziata dal canone pubblico obbligatorio (159 sterline annue per famiglia). Se Trump dovesse vincere la causa, i danni potrebbero essere coperti coi soldi pubblici. L’ex ministro conservatore John Whittingdale ha messo in guardia dall’indignazione popolare contro BBC che potrebbe seguire un esito simile: “Ci sarebbe furia tra i contribuenti se i loro soldi finissero a Trump”.

Il premier laburista Keir Starmer, in Parlamento mercoledì, ha difeso “una BBC forte e indipendente” ma ha intimato: “Devono mettere ordine in casa”. Ha indicato i banchi conservatori: “Alcuni vorrebbero abolirla del tutto. Io no: in un’epoca di disinformazione, un servizio pubblico imparziale è più necessario che mai”. La ministra della Cultura Lisa Nandy ha definito le scuse “giuste e necessarie”.

Trump ha rivelato di non aver ancora parlato con Starmer, con cui intrattiene “un rapporto solido”, ma lo contatterà nel fine settimana. Fonti di Downing Street confermano: il premier ha cercato di raggiungere il presidente Usa, visibilmente imbarazzato dallo scandalo che coinvolge l’istituzione simbolo della Gran Bretagna. E’ possibile, secondo alcuni media britannici, che il primo ministro cerchi una soluzione che eviti a Londra un processo imbarazzante e potenzialmente molto costoso.

Per la BBC è la crisi più grave dagli anni del dossier Iraq, quando sostenne le accuse di possesso di armi di distruzione di massa da parte del regime di Saddam Hussein poi rivelatesi false. Mentre Trump prepara la causa rimane una certezza, che questa battaglia legale potrebbe ridefinire i confini tra libertà di stampa, editing giornalistico e responsabilità civile in era digitale.

Una voce delle notizie: da oggi sempre con te!

Accedi a contenuti esclusivi

Potrebbe interessarti

Le rubriche

Mimì

Sport

Primo piano

Nessun risultato

La pagina richiesta non è stata trovata. Affina la tua ricerca, o utilizza la barra di navigazione qui sopra per trovare il post.

EDICOLA