16 Maggio 2026

Direttore Editoriale: Alessandro Barbano

11 Nov, 2025

Uccise i genitori, Benno Neumair inizia giustizia riparativa con le zie

Nessun contatto con la sorella Madé, l’avvocato di parte civile: ‘Non ha mai chiesto scusa’

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Il delitto Neumair, una storia che aveva suscitato grande clamore e a cui erano state dedicate trasmissioni televisive e inchieste, persino libri. Nel 2021, Benno Neumair uccide i suoi genitori dentro casa, carica i loro corpi in macchina e li trasporta fuori Bolzano, fino a un ponte, per gettarli nel fiume Adige. Una famiglia dove tutto, almeno apparentemente, sembrava filare in modo ordinario e dove invece – a causa, furono le conclusioni circa il movente, di tensioni legate alla gestione economica, alla percezione di essere controllato e a problematiche psicologiche irrisolte – il giovane progettò e realizzò il duplice, feroce delitto. La confessione di Benno arrivò solo dopo lunghe indagini e un intenso interrogatorio e confermò che il gesto non fu casuale, ma frutto di un disagio accumulato nel tempo. Oggi Benno, 34 anni, originario di Bolzano, che sta scontando l’ergastolo per aver ucciso padre e madre, ha iniziato un percorso di giustizia riparativa con due zie, mentre con la sorella Madé per il momento non ci sono contatti. Tra i due fratelli regna ancora il silenzio.

La notizia è stata diffusa dall’emittente Rttr e dai quotidiani Alto Adige e Corriere dell’Alto Adige.

Benno ha terminato nello scorso mese di settembre il periodo di isolamento nel carcere di Montorio a Verona, dove  insegna scacchi ad altri detenuti. Il 34enne, che all’epoca dei fatti insegnava matematica in una scuola media di lingua tedesca nel centro storico di Bolzano, è appassionato di questo gioco.

La direzione della casa circondariale veneta gli ha assegnato questo compito, che – come riferiscono i suoi legali Flavio Moccia e Angelo Polo – svolge con spirito collaborativo.

Neumair sta provando gradualmente anche a  riallacciare i rapporti con alcuni parenti, interrotti in quel gennaio di quattro anni fa. Una volta al mese, all’incirca, incontra le due zie che hanno deciso di accogliere la richiesta di Benno:  un percorso complementare e non alternativo alla pena, introdotto dalla riforma Cartabia, che ha come obiettivo quello di ristabilire le relazioni spezzate drammaticamente dal reato. Con la sorella Madé, invece, Benno continua a non avere contatti.

Un percorso di giustizia riparativa – commenta  Carlo Bertacchi, l’avvocato di parte civile – passerebbe necessariamente attraverso il “riconoscimento delle proprie responsabilità, cosa che, ad oggi, non è mai avvenuta”. E Benno non ha mai cercato di ristabilire un contatto con Madé, aggiunge. I contatti restano interrotti anche con un’altra zia Carla, sorella di Laura, la madre di Benno. Anche lei giustifica la scelta con il mancato pentimento del nipote. Benno, “nonostante un carattere complesso, si è integrato positivamente all’interno della struttura carceraria. Inizialmente si temeva che, a causa dei suoi disturbi, potesse manifestare comportamenti autolesionistici, ma non ha mai creato problemi: mantiene un atteggiamento tranquillo ed equilibrato”, informa invece il legale di Benno, l’avvocato Flavio Moccia.

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